mercoledì 4 Novembre 2026

Crollo di Trump, l’opposizione all’attacco: “Meloni la prossima, l’era della destra autoritaria è finita”

La storica vittoria dei Democratici alle Midterm 2026 accende lo scontro politico in Italia. Da Laura Boldrini e Nicola Fratoianni a Ilaria Salis, Matteo Ricci e Riccardo Magi, il centrosinistra esulta per il crollo di Donald Trump e mette nel mirino Palazzo Chigi

Di Redazione
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Il crollo dei conservatori americani in roccaforti storiche come il Texas e il Kansas viene analizzato dai vertici del Partito Democratico come la smentita definitiva dell’asse della destra radicale. L’europarlamentare Matteo Ricci parla senza mezzi termini di una «bocciatura chiara di Trump e del suo disordine mondiale fondato sulla forza e sugli affari: dazi, minacce agli alleati, diritto internazionale calpestato e caro vita scaricato sui cittadini». Per l’esponente dem gli elettori hanno detto basta persino nei feudi repubblicani e questo verdetto rappresenta «una boccata d’ossigeno per l’Europa» che dimostra come le destre nazionaliste si possano battere. «Giorgia Meloni, che per anni ha fatto di Trump il suo punto di riferimento, farebbe bene a prenderne atto», incalza Ricci.

Sulla stessa linea, la deputata Laura Boldrini elenca i motivi di una protesta popolare esplosa contro un sistema che non conosceva limiti: «Gli americani hanno detto basta. Basta rastrellamenti dell’Ice, all’ galoppante, allo strapotere delle , alla corruzione e al sostegno incondizionato a un premier che sta commettendo un genocidio». Secondo la parlamentare, la sconfitta del americano è una lezione per tutte le destre autoritarie e illiberali che dimostra come «dopo l’Ungheria, il Brasile e la Serbia, anche negli USA l’era dell’ultradestra è finita». A rafforzare l’analisi interviene il senatore Filippo , indicando in Trump l’unico vero artefice del proprio isolamento per aver condotto una politica che «ha scontentato tutte le sue constituencies, latinos in testa», portando «inflazione e benzina direttamente nell’urna».

Verdi e Sinistra: «Meloni sei la prossima, il vento sta cambiando»

Toni ancora più diretti giungono dalle file di Alleanza Verdi e Sinistra, dove il verdetto americano viene letto come un’onda popolare scagliata contro le disuguaglianze economiche. Il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni sottolinea come «un’onda popolare abbia travolto Trump e il suo circo allucinato di miliardari sempre più ricchi e autoritari», spazzando via le promesse di prosperità per la classe lavoratrice che si sono rivelate soltanto bugie. Per Fratoianni c’è una traccia chiarissima per la politica italiana: «O combatti per ridurre ingiustizie e disuguaglianze, o sei come Trump e Meloni».

L’eurodeputata Ilaria Salis rivendica sui social il ruolo decisivo dell’ala progressista e socialista del Partito Democratico statunitense nell’isolare «l’alleato-padrone degli pseudo-patrioti italiani ed europei», lanciando un avviso diretto all’inquilina di Palazzo Chigi con un perentorio «Meloni, sei la prossima! Il vento sta cambiando».

Il centro liberale: la resa dei conti economica

Anche i rappresentanti dell’area liberale e riformista individuano nella sconfitta repubblicana un’anticipazione dei futuri equilibri italiani. Il segretario di Più Europa sostiene che «Trump ha sconvolto il mondo con le sue guerre per arricchire se stesso e i suoi amici petrolieri, cercando di trasformare il sistema americano in una oligarchia». evidenzia come questo rappresenti «il di governo che il nostro esecutivo ha cercato di emulare, causando all’Italia un isolamento mai visto prima», concludendo che se «Trump ha pagato il prezzo della sua prepotenza alle Midterm, Meloni la pagherà alle politiche».

Intervenendo in televisione, il leader di Matteo Renzi pone l’accento sull’impatto distruttivo dell’inflazione sul ceto medio, spiegando che «Trump ha abusato del suo ruolo per arricchirsi mentre la classe media si impoveriva, insultando e usando parole di disprezzo». Secondo Renzi «l’esperienza MAGA risulta fortemente indebolita se non sconfitta» proprio a causa del costo della vita, che rappresenta «l’elefante nella stanza valido anche per l’Italia». A chiudere il quadro dell’opposizione è il giudizio essenziale del segretario di Azione Carlo Calenda, che accoglie i risultati arrivati dagli Stati Uniti come «finalmente una buona notizia dagli USA».

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