Una bufera di polemiche ha colpito il giornalista del Tg2 Andrea Remoli. Ad attirare l’attenzione di molti è stata una spilletta sul risvolto sinistro della sua giacca. Quella che sembrerebbe una croce celtica, ma che invece non è altro che un simbolo per il suo lavoro svolto ai tempi del Covid. Quello che avrebbe potuto sembrare un dettaglio complesso da scoprire, per alcuni si è trasformato in un imponente mancanza di rispetto.
Il riferimento è al fatto che questo simbolo alle origini associato solo alla tradizione celtica e al cristianesimo irlandese, dal XX secolo è divenuto per molti un emblema politico dei partiti di destra. Un cerchio, con al centro una croce, che secondo alcuni sarebbe stato adottato anche dalle formazioni di ispirazione nazi-fascista.
Non sono mancati i commenti social sulla questione, tanto che in poco tempo la questione è stata affrontata anche dalla politica. In una nota, i capigruppo di Pd, M5S, Iv e Avs in commissione di vigilanza sulla Rai hanno chiesto chiarimenti dalla Rai, mentre FI si è schierata a favore del giornalista, che è figlio dell’ex sindaco forzista di Gorizia, Ettore Romoli.
“I capigruppo delle opposizioni non si sono accorti che che quello che teneva appuntato Romoli non era un simbolo politico o una croce celtica, ma il simbolo di un encomio solenne che aveva ricevuto in occasione delle sue attività per il Covid“, ha criticato il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri.
La polemica ha raggiunto anche il Comitato di redazione del Tg2, che ha puntualizzato con la stessa teoria di Gasparri, per poi aggiungere: “Il collega si riserva azioni in sede giudiziaria, a tutela della sua reputazione“.
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