giovedì 13 Agosto 2026
Giorgia Meloni alla Camera

Meloni surreale: non condanna l’attacco Usa‑Israele all’Iran e minaccia più tasse a chi specula sull’energia

La premier è intervenuta alla trasmissione Fuori dal coro a Rete4 sulla guerra in Medio Oriente e sull'aumento dei costi del carburante

Di Redazione
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Nessuna presa di posizione sull’attacco di e Israele contro l’Iran e un avvertimento alle aziende dell’energia: se ci saranno sui , il governo è pronto ad aumentare le tasse. Giorgia sceglie una linea prudente sulla in Medio Oriente e allo stesso tempo apre alla stretta su chi gonfia bollette e carburanti.

La presidente del Consiglio lo ha detto durante la Fuori dal coro su Rete4. Sul conflitto tra Iran da una parte e Stati Uniti e Israele dall’altra, Meloni evita di prendere una posizione netta. Alla domanda se condivida o condanni l’operazione militare risponde: “Nessuno dei due”.

Dietro questa prudenza c’è anche una scelta politica chiara: Meloni negli ha puntato molto sul rapporto con Washington e sulla scommessa personale su . Per questo Palazzo Chigi evita qualsiasi presa di posizione che possa irritare la Bianca.

Così l’Italia resta su una linea morbida, o meglio l’ennesima dimostrazione di sudditanza del governo italiano dalle scelte dell’amministrazione americana.

Sul fronte il messaggio è invece più duro. Meloni avverte che l’esecutivo è pronto a intervenire contro eventuali speculazioni sui prezzi dell’energia. “Siamo determinati a combattere la speculazione. Non escludo di aumentare le tasse alle aziende responsabili e rimettere quei soldi nelle bollette”, dice.

Tra le ipotesi allo studio c’è anche il ritorno delle cosiddette “accise mobili” sui carburanti, un meccanismo che consente di ridurre o aumentare le accise in base all’andamento dei prezzi: scatterebbe solo in caso di rialzi stabili della benzina.

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