In un’intervista a Repubblica, Edmondo Bruti Liberati torna a parlare dei limiti della riforma della giustizia sostenuta dal governo Meloni.
L’ex procuratore è per il No
Esperto dei temi più delicati legati al referendum, è impegnato in un tour serrato lungo la costa adriatica per promuovere il No. Il giudice, che ha guidato la procura di Milano tra il 2010 e il 2015, all’apice dello scontro tra politica e magistratura, ribadisce con forza che non è consentito al governo sostituirsi ai giudici, sottolineando l’importanza di rispettare le decisioni dei magistrati e di tutelarne l’indipendenza.
Oltre il piano di Berlusconi
“Per certi versi, sì”: la riforma della giustizia realizzerebbe e completerebbe il piano di Silvio Berlusconi, ma va oltre. Seppur apprezzabile il richiamo di Marina Berlusconi a discutere la riforma con toni distanti da quelli di alcuni esponenti di governo, “il nodo vero è che rimane la proclamazione dell’indipendenza, ma si riduce all’irrilevanza il CSM, previsto dalla Costituzione come garante effettivo dell’indipendenza”.
Bruti Liberati aggiunge che, pur potendo avere opinioni diverse sulle decisioni dei magistrati, “non è consentito in uno Stato di diritto che esponenti del governo, anche ai massimi livelli, pretendano di sostituirsi ai giudici della Repubblica”.
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