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lunedì 27 Aprile, 2026
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Dai blitz contro le scuole agli spari sul 25 aprile. Roma in mano ai neofascisti

Dal monumento a Matteotti alle scuole occupate alle aggressioni agli studenti: il dossier dell’Anpi ricostruisce la lunga escalation di violenze dei gruppi neofascisti nella Capitale

Da Alessio Matta
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La violenza ha seguito una traiettoria chiara, con luoghi e date precisi. Non solo tensioni generiche, ma una sequenza di episodi avvenuti quasi sempre negli stessi quartieri di Roma, spesso a ridosso di manifestazioni politiche o dentro le scuole.

Sabato pomeriggio, durante le celebrazioni per la Liberazione a parco Schuster, nella zona sud della capitale, alcuni colpi ad aria compressa sono stati esplosi contro due militanti dell’Anpi, Rossana Gabrieli e Nicola Fasciani. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha assicurato l’impegno delle forze dell’ordine. Ma, secondo il dossier dell’Osservatorio Antifascista, quell’episodio arriva dopo mesi di aggressioni e intimidazioni diffuse in tutta la città.

Il 21 luglio 2025 il monumento dedicato a Giacomo Matteotti è stato danneggiato a Roma, in uno dei luoghi simbolo della memoria antifascista. Pochi giorni prima, l’11 luglio, le sedi dell’Anpi e del Partito democratico sono state colpite tra i quartieri Monteverde e Appia, sempre nella capitale. Il 28 luglio, sul Grande raccordo anulare, il gruppo Azione Frontale ha affisso uno striscione dedicato a Benito Mussolini, visibile agli automobilisti in transito.

La violenza è passata anche per i centri sociali. Il 12 settembre 2025, nel quartiere Garbatella, una bomba carta è stata lanciata contro il centro sociale La Strada. Tre giorni dopo, il 15 settembre, alcuni militanti pro Palestina sono stati aggrediti in via Giovanni Lanza, nel rione Monti, da un gruppo di circa dieci persone armate di caschi e coltelli. Il 3 ottobre, davanti all’ospedale Spallanzani, nel quartiere Portuense, un medico è stato colpito con un casco al termine di un flash mob pro Gaza. Il 5 ottobre, in piazza Vittorio, zona Esquilino, un gruppo proveniente dalla sede di CasaPound ha assalito un bar allo Statuto. Il 31 ottobre, infine, due sindacalisti della Cgil sono stati minacciati da uomini vestiti di nero.

La spirale non si è fermata con la fine dell’anno. A gennaio 2026 colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi contro la sede della Cgil nel quartiere Primavalle. Nello stesso periodo si sono registrate anche aggressioni omofobe, come quella avvenuta nel gennaio 2025 nella zona Piramide, dove una coppia è stata picchiata con pugni e coltelli dopo l’unione civile.

Un capitolo centrale del dossier riguarda le scuole superiori, indicate come uno dei principali luoghi di radicamento dei gruppi neofascisti. Il caso più evidente è quello del liceo scientifico Augusto Righi, dove sono comparse scritte antisemite nei bagni e slogan sulle mura esterne, tra cui “Righi fascista, la scuola nostra”. Blitz intimidatori con caschi, bottiglie e bastoni si sono ripetuti anche negli anni precedenti.

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