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sabato 18 Aprile, 2026
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Clamoroso in aula: la manovra perde i pezzi all’ultimo minuto

Un intervento tecnico della commissione Bilancio rimuove le modifiche più controverse, inclusa la norma che avrebbe colpito i dipendenti con stipendi minimi e le regole contro i conflitti di interesse nella pubblica amministrazione

Da Nora Taylor
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L’iter conclusivo della legge di Bilancio subisce uno scossone improvviso. I tecnici hanno deciso di eliminare un gruppo di regole introdotte nel maxi-emendamento poiché queste disposizioni non avevano legami diretti con i conti dello Stato. Questi cambiamenti avrebbero potuto compromettere i diritti fondamentali e gli equilibri della Costituzione senza un confronto reale tra le forze politiche. Gli esperti della commissione Bilancio del Senato formalizzeranno l’esclusione martedì mattina alle ore 8:30, agendo proprio un istante prima che l’aula si esprima con il voto di fiducia.

La tutela degli stipendi minimi e il diritto agli arretrati

Il taglio più rilevante colpisce una proposta che intendeva proteggere le aziende dal dover pagare le somme pregresse ai dipendenti pagati troppo poco. Se un magistrato avesse riscontrato una violazione dell’articolo 36 della Carta Costituzionale, il datore di lavoro non avrebbe comunque versato quanto dovuto. Questa modifica avrebbe influenzato pesantemente le cause legali in corso. Il senatore Salvo Pogliese, esponente di Fratelli d’Italia, aveva già tentato in passato di inserire questa norma nel decreto Ilva senza ottenere risultati. Il Parlamento ha infine bloccato questa misura per salvaguardare la dignità economica dei lavoratori.

Stop al rischio di conflitti di interesse negli uffici pubblici

L’esecutivo ha dovuto rinunciare anche alle novità riguardanti le cosiddette porte girevoli nello Stato. L’articolo 60 proponeva criteri inediti per assegnare incarichi a chi proviene da enti privati legati alla pubblica amministrazione, prevedendo però numerose eccezioni per i commissari straordinari. Inoltre, la norma voleva accorciare drasticamente il tempo di attesa per gli ex dirigenti pubblici che desiderano lavorare per i privati. Ridurre il periodo di pausa da tre anni a uno solo avrebbe aumentato sensibilmente il pericolo di favoritismi e scambi di favori.

Le proposte di Lotito e il destino dei magistrati

La revisione colpisce infine l’articolo 60-bis, derivante da una proposta firmata da Claudio Lotito. Il testo mirava ad abbassare da dieci a quattro anni l’esperienza lavorativa richiesta per permettere ai giudici di assumere ruoli esterni alla magistratura. Questo cambiamento avrebbe ingrandito eccessivamente il numero di magistrati fuori ruolo. Contemporaneamente, il provvedimento prevedeva nuove direttive per i dipendenti della Covip, l’organismo che controlla i fondi della previdenza complementare.

“Le misure saranno espunte dal maxi-emendamento attraverso il parere della commissione Bilancio del Senato”, riportano le fonti ufficiali per descrivere la pulizia del testo legislativo. La stabilità delle istituzioni e la coerenza delle leggi finanziarie rimangono i principi cardine di questa decisione dell’ultimo secondo.

A cura della Redazione

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