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sabato 18 Aprile, 2026
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Il ricordo e il dolore per la giovane Anna Tagliaferri

Il vuoto lasciato da Anna Tagliaferri avvolge il viale, i negozi e chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerla, tra ricordi commossi e parole che faticano a uscire

Da Nora Taylor
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Un silenzio che racconta più di mille frasi

Un’atmosfera silenziosa avvolge ogni angolo del viale, dai negozi alle strade, e le persone che camminano o si fermano non riescono a trovare parole per descrivere Anna Tagliaferri. Il vuoto lasciato dalla sua assenza si percepisce in ogni gesto e in ogni sguardo.

Ricordi spezzati e sorrisi indelebili

Quando si parla di Anna, vittima di un tragico gesto del fidanzato, tutti pensano subito ai suoi occhi luminosi e al sorriso capace di accogliere chiunque. Luigi Petrone, titolare de Il Cantico dei Sapori, racconta: «La sua scomparsa lascia un vuoto immenso, era una donna eccezionale».

Alcuni la conoscevano sin da quando era bambina: «Giocava con mia figlia qui in negozio, era una persona dolcissima, siamo esterrefatti», racconta il titolare di un negozio di intimo vicino alla pasticceria. Per molti era soprattutto un’amica: «Una persona splendida, gentile, bella e generosa». Altri, come Franca, titolare di Lolita, sullo stesso viale, non trovano parole: «È complicato parlare in questo momento».

Il dolore condiviso dalla comunità

Anche chi si ferma solo per un attimo davanti alla serranda abbassata sente il peso della perdita. Un passante ricorda: «Siamo molto addolorati, Anna era un’imprenditrice stimata». Una signora aggiunge: «Venivo spesso con mio figlio a comprare i dolci». E una donna che lavora accanto al laboratorio commenta: «Era una donna bellissima, sempre dolce e gentile».

Le voci della città si uniscono in un silenzio carico di ricordi e affetto. Sulla serranda appare un messaggio firmato “Gdr”: «Resterai sempre nel mio cuore, amica di una vita. Possa la tua anima e il tuo sorriso guidarci sempre in questa vita. Ti voglio bene per sempre».

La famiglia Passaro, di fronte alla pasticceria, condivide il proprio saluto sui social: «Ieri la nostra comunità è stata colpita da un dolore profondo. Ci ha lasciati Anna, per tutti noi semplicemente Annetta, strappata con ingiusta violenza alla felicità che meritava. Molte di voi la conoscevano o, venendo a trovarci, hanno imparato a conoscerla attratti dai profumi della storica Pasticceria Tirrena. Ma, sopra ogni cosa, ne hanno apprezzato la delicatezza e l’anima bella. La famiglia Passaro e tutti i collaboratori si stringono con immenso affetto alla famiglia Tagliaferri. Piangiamo una scomparsa che toglie il fiato, qualcosa che non è e non dovrebbe mai essere normale».

Licia Castellano, del tabacchi dove Anna andava, racconta: «Non ci posso credere. Le lacrime non basteranno per accettare una cosa del genere. Ho sperato fino alla fine fosse una notizia sbagliata, confusa e invece no. Non ci sono parole. In nessun caso, mai, si può giustificare un atto del genere. Cara Annetta, vicina adorata, hai lasciato così i tuoi fratelli, la tua amata pasticceria e un vuoto incolmabile in tutti noi. Non meritavi tutto questo, anima bella. Persone così buone e belle come te non ce n’erano nella nostra città. Noi tutti, famiglia e tabacchi, abbracciamo forte tutta la famiglia, piangiamo con voi».

Il dolore silenzioso che resiste

Nessuno vuole parlare troppo, non per mancanza di rispetto, ma per il peso del dolore. Anche davanti a una semplice domanda, le persone abbassano lo sguardo o scuotono lentamente la testa. Nel laboratorio della pasticceria, Osvaldo, uno dei fratelli di Anna, prepara le consegne di Natale, un gesto che esprime dignità e coraggio silenzioso.

La pasticceria resta chiusa, ma non deserta: tanti si avvicinano, chiedono rispetto e condividono in silenzio il dolore. Tutti ricordano Anna, chi l’ha vista crescere, chi l’ha incontrata da adulta o chi l’ha incontrata poche volte e ha percepito subito la sua gentilezza e il modo luminoso di stare con gli altri. Alcuni lasciano un fiore, altri un biglietto scritto con mani tremanti. Altri si fermano soltanto davanti alla serranda chiusa, come davanti a qualcosa di difficile da accettare.

Il dolore non ha bisogno di parole: si legge negli sguardi bassi, nelle serrande abbassate e nel rispetto composto di una comunità che oggi non sa parlare, ma sa ricordare Anna Tagliaferri.

A cura della Redazione

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