“Tanto dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti, tireremo su una rete”. Sono queste le parole che il procuratore di Napoli Nicola Gratteri avrebbe pronunciato nei confronti della testata diretta da Claudio Cerasa. Il tutto nel corso di un’intervista riguardante le sue dichiarazioni su Sal Da Vinci. A pochi giorni dall’intervento di Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro della Giustizia, una nuova dichiarazione controversa riaccende il dibattito sulla riforma della Giustizia.
Le parole del Procuratore sono state immediatamente denunciate da Il Foglio, che ha annunciato di voler chiedere l’intervento di Fnsi e dell’Ordine dei giornalisti su quello che ha etichettato come un “avvertimento“. In poco tempo, una bufera mediatica e politica si è scatenata sul Procuratore.
“Appena avrò un po’ di tempo valuterò se agire nei confronti di quei giornali che ritengo abbiano leso la mia immagine, con querela o con citazione civile – ha ribattuto Gratteri all’Ansa – Io, tutti i giorni, da mesi, vengo minacciato di denunce, procedimenti disciplinari. Posso ipotizzare di farmi risarcire? O secondo una parte politica le regole valgono per tutti e non per me?”.
La reazione di Antonio Tajani alle parole di Gratteri
Parole che non hanno frenato le critiche provenienti dagli ambienti di governo. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha evitato di rispondere alle domande dei cronisti sulle parole di Bartolozzi, preferendo dichiarare: “Il capo di gabinetto del Guardasigilli ha detto cose che non condivido, ma è molto grave quanto detto da Gratteri“.
Incalzato sui motivi delle sue parole, il titolare della Farnesina ha spiegato che Gratteri avrebbe molti più poteri di Bartolozzi e per questo le sue affermazioni attirano più scalpore: “Lui può esercitare un potere per reprimere qualcuno, mi mette paura una dichiarazione del genere”. Il deputato di Forza Italia, Enrico Costa, è intervenuto sul caso chiedendo un’informativa urgente al ministro di Giustizia, a cui hanno aderito diversi nomi del centrodestra.
Nordio: “Va valutato il contesto in cui si è espresso”
A prendere le parti di Gratteri, però, è stato lo stesso Nordio. “Si tratta di un’affermazione grave, allo stesso modo però bisogna tener conto del contesto in cui queste espressioni vengono riferite e anche della vivacità della conversazione”, ha spiegato, escludendo che un magistrato dell’esperienza del Procuratore di Napoli possa aver minacciato la stampa.
Sulla possibilità di provvedimenti, il ministro ha risposto di non voler creare interferenze della politica nella magistratura: “L’azione disciplinare può essere esercitata anche dal procuratore generale della Cassazione, quindi se eventualmente vi fosse qualche elemento in tal senso sarà lui a decidere”.
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