Mauro Caroccia e la figlia 19enne Miriam, titolare del ristorante Bisteccheria d’Italia, sono indagati per riciclaggio e intestazione fittizia di beni. Gli inquirenti vogliono chiarire l’origine dei fondi con cui la famiglia ha investito nella 5 Forchette Srl, la società che gestisce il ristorante e che fu fondata anche dal sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove. Al centro delle verifiche anche possibili passaggi di contanti, seppur di entità limitata, e un ulteriore approfondimento sui legami dei Caroccia con il clan Senese.
La versione di Delmastro
Il 16 dicembre 2024, davanti a un notaio di Biella, Delmastro e altri tre esponenti di spicco della sezione piemontese di Fratelli d’Italia fondarono la 5 Forchette srl, che aveva come quinta socia e amministratrice della società una ragazza di diciotto anni: Miriam Caroccia, figlia di Mauro Caroccia, condannato in via definitiva a 4 anni di reclusione per aver aver agito da prestanome di Michele Senese e aver riciclato denaro per il clan.
Quando Il Fatto Quotidiano ha riportato la notizia e fatto scoppiare il caso, Delmastro si è difeso dicendo di aver fondato una società “con una ragazza non imputata e non indagata”, e di aver lasciato la società appena scoperto chi fosse il padre.
Domande senza risposta
La stringata e lacunosa versione di Delmastro lascia però senza risposte tante domande non soltanto legittime, ma doverose.
Davvero Delmastro e gli altri tre esponenti di FdI hanno deciso di mettersi in società con una ragazza appena maggiorenne, rendendola amministratrice, senza avere una precisa idea di chi fossero lei e la sua famiglia?
Perché a novembre scorso Delmastro ha ceduto le proprie quote a un’altra società il cui capitale era interamente posseduto dallo stesso Delmastro, schermando così il proprio nome e codice fiscale dall’azionariato del ristorante, prima di lasciare definitivamente la 5 Forchette srl il 6 marzo 2026?
Perché una volta a conoscenza del legame familiare tra Miriam e Mauro Caroccia e della condanna di quest’ultimo, Delmastro ha continuato a frequentare il locale, come dimostrato dalle foto pubblicate da Il Fatto Quotidiano e da Domani?
Perché, nonostante tutti questi dubbi, Delmastro non si è ancora sentito in dovere di chiarire pubblicamente ogni aspetto della vicenda?
Il referendum alle porte
Nonostante tutto, forse anche per non dare troppa rilevanza al caso alla vigilia del referendum, Giorgia Meloni ha preso le difese di Delmastro, ammettendo soltanto una certa leggerezza nella sua condotta e invitandolo a restare al proprio posto. Poi è passata al contrattacco, evocando “una manina” che avrebbe fatto emergere i fatti con una tempistica che evidentemente la presidente del Consiglio trova sospetta.
Le altre forze di maggioranza, però, non sembrano altrettanto disposte a fare quadrato attorno al sottosegretario alla Giustizia. La Lega in particolare sembra già pronta a scaricare sia lui che gli esponenti piemontesi di FdI. Ma non prima del referendum.
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