lunedì 28 Settembre 2026
Il piano B del Governo per contrastare il caro energia: Ripartire con le centrali a carbone ph. Ansa

Il piano B del Governo per contrastare il caro energia: Ripartire con le centrali a carbone

Pichetto Fratin: “Ma a una condizione”

Di Simona Maggi
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Il ministro dell’ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, ha confermato alla stampa che il Governo, al fine di contrastare il , è pronto a riaprire le centrali a : “Possono essere operative anche subito, basta un decreto”.

In particolare potrebbero essere rimesse in funzione le centrali a carbone di Civitavecchia e Brindisi, ma a condizione che il del gas torni stabilmente sopra i 70 . Il rischio, altrimenti è che la riattivazione non regga economicamente.

La soluzione del Governo, se di soluzione si può parlare, garantirebbe la fornitura elettrica nel contesto di crisi in cui ci troviamo e mitigherebbe l’aumento dei costi di gas ed energia. Ma a che prezzo? Ed è proprio il caso di dirlo, perchè il carbone è una fonte di energia costosa e meno competitiva rispetto alle .

L’impatto sull’ambiente e sulla salute sarebbe poi disastroso, dal momento che il carbone è estremamente inquinante.

Il Governo, ancora una volta impreparato di fronte a una crisi, come se la guerra in Ucraina non avesse insegnato nulla, accusa le regioni, quelle di centrosinistra, di non aver fatto nulla per le rinnovabili. Per questo di destra le colpe sono sempre degli altri, peccato che a farne le siano sempre i cittadini.

Pichetto Fratin preoccupato per le imprese italiane

Il ministro Pichetto Fratin ha mostrato grande preoccupazione per gli effetti che la guerra in Iran e il caro energia hanno sul settore produttivo italiano: “L’impatto per la nostra industria manifatturiera è devastante”.

Pichetto Fratin punta il dito contro le Regione

Il ministro dell’ambiente ha poi criticato la politica delle Regioni guidate dal centrosinistra sulle rinnovabili: “Ci sono 150 gigawatt di progetti rinnovabili che oggi risultano bloccati . Spesso a fermarli a livello regionale sono proprio quei partiti che a livello accusano di non fare abbastanza per le rinnovabili. A livello governativo stiamo autorizzando molto di più rispetto al passato, ma il problema resta”.

Le centrali di Civitavecchia e Brindisi

Le due centrali termoelettriche, gestite da Enel, erano già state utilizzate nel 2022, per far fronte alla innescata dalla guerra in Ucraina. La centrale di Torrevaldaliga a Civitavecchia dispone di una potenza installata di circa 1.980 megawatt, mentre l’impianto Federico II di Brindisi raggiunge i 2.640 megawatt. Dal 2025 gli impianti sono completamente fermi.

 

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook
Instagram
X
TikTok
Youtube

Potrebbe anche piacerti

errore: © Riproduzione riservata