giovedì 13 Agosto 2026
Il piano B del Governo per contrastare il caro energia: Ripartire con le centrali a carbone ph. Ansa

Il piano B del Governo per contrastare il caro energia: Ripartire con le centrali a carbone

Pichetto Fratin: “Ma a una condizione”

Di Simona Maggi
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Il ministro dell’, Gilberto Pichetto Fratin, ha confermato alla stampa che il Governo, al fine di contrastare il caro energia, è pronto a riaprire le centrali a carbone: “Possono essere operative anche subito, basta un decreto”.

In particolare potrebbero essere rimesse in funzione le centrali a carbone di Civitavecchia e Brindisi, ma a condizione che il prezzo del gas torni stabilmente sopra i 70 euro. Il rischio, altrimenti è che la riattivazione non regga economicamente.

La soluzione del Governo, se di soluzione si può parlare, garantirebbe la fornitura elettrica nel contesto di crisi in cui ci troviamo e mitigherebbe l’aumento dei costi di gas ed energia. Ma a che prezzo? Ed è proprio il caso di dirlo, perchè il carbone è una fonte di energia costosa e meno competitiva rispetto alle rinnovabili.

L’impatto sull’ambiente e sulla salute sarebbe poi disastroso, dal momento che il carbone è estremamente inquinante.

Il Governo, ancora una volta impreparato di fronte a una crisi, come se la guerra in Ucraina non avesse insegnato nulla, le , quelle di , di non aver fatto nulla per le rinnovabili. Per questo esecutivo di destra le colpe sono sempre degli altri, peccato che a farne le spese siano sempre i cittadini.

Pichetto Fratin preoccupato per le imprese italiane

Il ministro Pichetto Fratin ha mostrato grande preoccupazione per gli effetti che la guerra in Iran e il caro energia hanno sul settore produttivo : “L’impatto per la nostra manifatturiera è devastante”.

Pichetto Fratin punta il dito contro le

Il ministro dell’ambiente ha poi criticato la politica delle Regioni guidate dal centrosinistra sulle rinnovabili: “Ci sono 150 gigawatt di progetti rinnovabili che oggi risultano bloccati . Spesso a fermarli a livello regionale sono proprio quei partiti che a livello nazionale accusano di non fare abbastanza per le rinnovabili. A livello governativo stiamo autorizzando molto di più rispetto al passato, ma il problema resta”.

Le centrali di Civitavecchia e Brindisi

Le due centrali termoelettriche, gestite da Enel, erano già state utilizzate nel 2022, per far fronte alla crisi energetica innescata dalla guerra in Ucraina. La centrale di Torrevaldaliga a Civitavecchia dispone di una potenza installata di circa 1.980 megawatt, mentre l’impianto Federico II di Brindisi raggiunge i 2.640 megawatt. Dal 2025 gli sono completamente fermi.

 

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