Ci sono volute poco meno di tre ore per avere la certezza definitiva: la riforma della Giustizia fortemente voluta da Giorgia Meloni e Carlo Nordio è fallita. Il popolo italiano si è espresso e non ha lasciato dubbi: il “No” alla separazione delle carriere ha trionfato con il 53,6% dei consensi. Un voto trainato principalmente dai giovani, che si sono sentiti particolarmente coinvolti in questa decisione. Secondo il Consorzio Opinio Italia, i votanti tra i 18 e i 35 anni hanno votato “Sì” solo per il 38,9%
Un risultato straordinario che rappresenta la prima vera sconfitta del governo Meloni e l’inizio della corsa alle elezioni Politiche. Resta da capire se dopo questo risultato deludente, la premier voglia muoversi verso un voto anticipato, per evitare di farsi logorare fino al 2027. Intanto, nel centrosinistra Giuseppe Conte e Matteo Renzi aprono alle primarie per preparare il programma in vista del voto nazionale.
Le reazioni dei Comitati per il Referendum
Con un’affluenza impressionante, pari 58,9%, la popolazione italiana ha lottato per difendere la sua Costituzione, dimostrando ancora una volta lo scetticismo nei confronti di ogni possibile modifica alla Carta. Il presidente del Comitato Società Civile per il No, Giovanni Bachelet, si è detto soddisfatto del risultato, garantito da una “battaglia per la difesa dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura.
Ben più mesta la reazione di Nicolò Zanon, presidente del Comitato Sì Riforma, che ha ricordato: “Ce l’abbiamo messa tutta, alcune battaglie sui diritti dei cittadini andranno riprese in altra forma”. Oggi pomeriggio, in diverse piazza italiane, si manifesterà per le dimissioni di Giorgia Meloni, come annunciato in un post del Comitato No Sociale.
I risultati in tutta Italia
Il No ha trionfato in tutta la Nazione, con risultati più che sorprendenti al Sud. A Roma il No prevale con il 58,23%, mentre a Milano il No è al 53,6%. A Napoli il No raggiunge il 71,68%, a Palermo il 66,65% e a Torino il 60,37%. Il Sì ha trionfato in alcune città del Nord, in particolare in Veneto e Lombardia.
Per quanto riguarda le Regioni, alcuni ottimi risultati si sono registrati al Centro e al Sud. In Sicilia, il No è al 61,4, in Emilia Romagna il No è in vantaggio al 56,26% e nel Lazio è avanti al 61,53%. In Abruzzo gli elettori hanno scelto di andare contro alla riforma per il 51,57%, in Piemonte per il 53,28% e la Basilicata spicca con il 60,64% dei No. Anche in Campania il risultato sembra incolmabile, con il No al 66,94%. In Alto Adige il No è in vantaggio con il 50,16%.
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