Le teste sono cadute nel centrodestra dopo il referendum sulla giustizia. Dall’altra parte del campo, però, la vittoria non basta. Manca una strategia chiara, una direzione condivisa. Ed è qui che prende forma uno storytelling che inizia a circolare nei corridoi del Nazareno.
L’idea è semplice e, per molti dirigenti, anche conveniente: Giuseppe Conte candidato premier della coalizione nel 2027. Non per affinità politica, ma per interesse. Con Conte a Palazzo Chigi, il Partito democratico potrebbe ottenere più ministeri e, soprattutto, puntare al Quirinale. Un obiettivo che nel partito resta centrale.
Il ragionamento è quasi brutale nella sua logica. Il Movimento 5 Stelle non ha figure forti per il Colle. L’unico nome che pesa davvero è proprio quello di Conte. E allora lo schema diventa chiaro: o Conte al Quirinale oppure Conte a Chigi. Una scelta che trasforma l’alleanza in un patto di scambio.
A rafforzare questa linea arrivano anche i numeri dei sondaggi. Secondo la rilevazione di Noto per Porta a Porta, il leader pentastellato vincerebbe le primarie del campo largo contro la segretaria del Pd Elly Schlein e il leader di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli. Dati che pesano, perché raccontano una realtà politica precisa: oggi Conte appare più competitivo della segretaria dem.
Dentro al Pd Schlein non ha mai goduto di un sostegno pieno. Il partito resta diviso. Vale la pena ricordare come è arrivata alla guida della formazione nel febbraio 2023: decisivi i voti degli elettori ai gazebo, mentre gli iscritti avevano premiato Stefano Bonaccini. Una frattura che pesa ancora nei rapporti interni.
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