“Come sceglieremo il candidato premier? Lo decideremo con gli alleati”, ha dichiarato Elly Schlein a Punto G. “Si può fare come la destra, indicando chi prende un voto in più, oppure ricorrere alle primarie di coalizione, a cui ho già dato la mia disponibilità”.
La segretaria Pd apre così a un confronto ampio, rivendicando “la costruzione di una coalizione progressista unita, che dopo vent’anni ha messo insieme le forze alternative alla destra in tutte le regioni andate al voto”.
GRADIMENTO DI CONTE
Nel campo largo l’ipotesi primarie non dispiace al Movimento 5 Stelle. Giuseppe Conte considera la sfida una ghiotta occasione per allargare il consenso oltre l’elettorato pentastellato, puntando anche sugli indecisi per prendersi la leadership della coalizione.
La sua corsa potrebbe paradossalmente trovare una sponda in Italia Viva: non coltivando la velleità di partecipare in prima persona alle primarie, Matteo Renzi sembrebbe intenzionato a sostenere l’attuale sindaca di Genova Silvia Salis, la cui candidatura potrebbe però sottrarre voti proprio a Schlein.
LEGGE ELETTORALE E REFERENDUM
Lo sfondo è la nuova legge elettorale. Il testo attuale prevede un consistente premio di maggioranza e incentiva le liste a presentarsi in coalizione. Il DDL sarà discusso nelle prossime settimane.
Prima però c’è la campagna per il No al referendum sulla giustizia. In caso di vittoria, spiega Schlein, non chiederà le dimissioni del governo. “Vogliamo battere la destra alle urne, alle prossime politiche”, ribadisce.
La partita, per il centrosinistra, si gioca anche sulle regole. Soprattutto, però, bisogna offrire agli elettori un’alternativa solida e credibile all’attuale maggioranza.
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