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domenica 19 Aprile, 2026
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Secondo Trump l’Iran sta elemosinando un accordo di pace

Il Presidente statunitense rompe il silenzio su Truth e attacca i negoziatori di Teheran: «Dicono di valutare la proposta, ma in privato ci implorano. Se superano il limite non si torna indietro»

Da Silvia Forconi
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Donald Trump torna di nuovo a usare i social come un’arma di pressione diplomatica verso l’Iran. Con un post durissimo pubblicato su Truth, il Presidente degli Stati Uniti ha accusato Teheran di tenere una doppia faccia: da un lato il distacco in pubblico, mentre dall’altro assume una posizione di estrema debolezza, quasi di supplica, nei canali riservati.

«I negoziatori iraniani sono molto diversi e “strani”», ha scritto Trump, con il suo solito modo di fare molto diretto.  «Ci stanno letteralmente implorando di stringere un accordo, cosa che dovrebbero fare visto che sono stati militarmente cancellati e non hanno possibilità di ripresa. Eppure, pubblicamente sostengono di stare ancora solo “valutando la nostra proposta”».

L’affondo non si è fermato alla descrizione del tavolo negoziale, ma si è trasformato in nuovo ultimatum: Trump ha avvertito i leader iraniani che il tempo delle tattiche è finito: «Sbagliato! È meglio che facciano sul serio presto, prima che sia troppo tardi», ha dichiarato, sottolineando che una volta superata una certa soglia «non ci sarà modo di tornare indietro, e non sarà affatto bello».

Le parole di Trump tornano a scuotere il panorama geopolitico mondiale in un momento di estrema tensione in Medio Oriente, con l’economia iraniana sotto pressione e un assetto militare che, secondo la Casa Bianca, non lascerebbe a Teheran margini di manovra. Il messaggio è chiaro: Washington non accetterà ulteriori giochi diplomatici e pretende una resa formale o un accordo alle proprie condizioni, agitando lo spettro di conseguenze irreversibili se Teheran non dovesse “sbrigarsi“.

Da Teheran, per ora, non sono arrivate risposte ufficiali al post su Truth. Tuttavia, nelle scorse ore, il Ministero degli Esteri iraniano aveva ribadito che ”nessun accordo sarà firmato sotto minaccia’‘, confermando la fermezza pubblica che Trump definisce oggi una messinscena per nascondere la disperazione dei negoziatori.

Resta ora da capire se quella di Trump sia solo una mossa per forzare la mano al tavolo delle trattative o il preludio a una nuova escalation militare nella regione.

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