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domenica 19 Aprile, 2026
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Anarchici e polizia. ANSA_Massimo Percossi

Presidio anarchico a Roma, 91 fermi preventivi

La questura aveva vietato la manifestazione in ricordo di Ardizzone e Mercogliano. Tensioni con una troupe Rai

Da Sergio Di Laccio
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Un imponente schieramento di forze dell’ordine, con camionette, reparti mobili e agenti anche a cavallo, ha presidiato questa mattina l’area tra via Lemonia e la Circonvallazione Tuscolana, a Roma, dove gruppi di anarchici si sono comunque riuniti per commemorare Sara Ardizzone, 35 anni, e Alessandro Mercogliano, 53 anni, morti il 19 marzo a seguito dell’esplosione dell’ordigno artigianale che stavano mettendo a punto.
Il presidio era stato vietato, e si è concluso con 91 fermi preventivi di persone ritenute “pericolose o sospette”, accompagnate in Questura per il fotosegnalamento e l’eventuale adozione dei fogli di via obbligatori.

Le ragioni del divieto

Il provvedimento di polizia era motivato dalla necessità di “tutelare l’integrità dei luoghi in cui si è consumato l’evento a fini investigativi”. Ma nella nota ufficiale compariva anche un passaggio politico: l’iniziativa sarebbe stata “in contrasto con i valori della convivenza civile e democratica, attesa l’inclinazione ideologica dell’anarchismo contro l’ordine costituito e lo spirito celebrativo cui la stessa è ispirata, teso all’esaltazione, in un’irrituale chiave commemorativa, di condotte, quali l’assemblaggio di un ordigno, finalizzate al compimento di gravi azioni delittuose”. Un’applicazione estensiva e quanto meno scivolosa di un divieto che di solito, e neanche così di frequente, riguarda piuttosto i funerali di esponenti mafiosi o dei loro parenti.

Le perquisizioni dei giorni scorsi

Nei giorni immediatamente successivi all’esplosione, le indagini avevano già portato a una dozzina di perquisizioni tra Roma e altre città, senza però produrre alcuna conseguenza penale. Solo due giorni addietro, a Viterbo, una semplice scritta comparsa sul muro (“Sara e Sandro vivono nelle nostre lotte”) aveva portato la Digos a perquisire le abitazioni di due persone ritenute vicine all’ambiente anarchico locale: anche in questo caso non sono emersi elementi tali da giustificare provvedimenti giudiziari.

Tensione con i media

Durante la mattinata si sono registrate anche delle tensioni tra gli anarchici e una troupe della Tgr Lazio. La Rai ha parlato di “ennesima aggressione”, denunciando minacce e un microfono gettato a terra. “La Rai è vicina alla collega della Tgr Lazio e ribadisce che nessuna forma di intimidazione, verbale o fisica, può essere accettata. Il rispetto per il lavoro dell’informazione è condizione essenziale per la tutela della libertà di stampa e per la qualità della vita democratica del Paese”, si legge nella nota.

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