Le nuove risultanze delle indagini della Dda di Roma sul ristorante gestito dai Caroccia per conto del clan Senese riaccendono lo scontro politico attorno alla figura dell’ex sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove. Le opposizioni chiedono che Delmastro sia convocato al più presto in Commissione Antimafia e che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni riferisca in Parlamento.
Braga (Pd): “Meloni chiarisca al più presto”
Il Partito democratico chiede tempi rapidi e risposte politiche. “Si è parlato dell’ipotesi di iniziare le audizioni con i procuratori e non vorrei che si arrivasse a dilatare i tempi” dice il senatore dem Walter Verini, che prosegue: “È opportuno che il Parlamento tutto, e la commissione Antimafia, abbiano adeguate conoscenze ed elementi per poter fare le proprie valutazioni”.
Gli fa eco Chiara Braga, capogruppo del Pd alla Camera, che chiede anche cosa sapesse la presidente del Consiglio, e perché abbia detto di non essere più disposta a coprire nessuno: “Come è potuto accedere che un uomo a lei così vicino, con un incarico tanto delicato come sottosegretario alla Giustizia, sia potuto essere coinvolto in un’attività commerciale che avrebbe aiutato ‘l’associazione di stampo mafioso facente capo alla famiglia Senese’? Poiché è stata lei stessa a pretenderne le dimissioni, spetta ora a lei chiarire la vicenda al più presto in Parlamento”.
M5s: “Altro che leggerezza”
Altrettanto duri i toni del Movimento 5 stelle. In una nota, i rappresentanti nelle commissioni Giustizia descrivono la società di cui faceva parte Delmastro come una ‘lavatrice’ per ripulire il denaro della criminalità organizzata e denunciano una mancata reale assunzione di responsabilità da parte delle persone coinvolte e dei loro compagni di partito. “Per essere una ‘leggerezza’, come hanno detto Delmastro e la ex vicepresidente della regione Piemonte Elena Chiorino, è stata piuttosto grave. […] Le dimissioni a metà di Chiorino sono state l’ennesima vergogna rifilata da Fdi a tutta Italia, l’ennesima dimostrazione di una classe dirigente indecente attaccata al potere”.
Sulla stessa linea la deputata Vittoria Baldino: “Appare evidente che le dimissioni tardive di Delmastro non bastano più”. E incalza Meloni: “Ci spieghi se e qual è l’interesse del suo partito in questo affare. Per notizie del genere in altri Paesi ci sarebbero state le dimissioni dell’intero Governo”.
De Cristofaro (Avs): “Ombre sulle istituzioni”
Anche per Peppe De Cristofaro, capogruppo di AVS a Palazzo Madama, la vicenda “non ha nulla a che vedere con la ‘leggerezza’, come ha cercato di far passare Giorgia Meloni la partecipazione alla società dell’ex sottosegretario Delmastro”. E aggiunge: “Le notizie che arrivano dalla Procura di Roma aprono diversi interrogativi a cui la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni deve dare una risposta al più presto e in Parlamento. Delmastro ricopriva un ruolo di primo piano al ministero della Giustizia, non ci possono essere ombre sulle istituzioni”.
Paita (Iv): “Audizione urgente”
“A nome di Italia viva”, dice la capogruppo al Senato Raffaella Paita, “ho chiesto all’Ufficio di presidenza un approfondimento preciso e urgente su Delmastro e la vicenda del ristorante di Roma di cui era socio l’ex sottosegretario. Ritengo necessario che lo stesso Delmastro venga audito dalla commissione Antimafia. È ineludibile accendere un faro sulla questione, verificando ogni aspetto e ascoltando tutte le persone in grado di dare alla commissione ed al Parlamento un quadro preciso della vicenda, anche alla luce dei risvolti che emergono dalle indagini”.
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