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sabato 18 Aprile, 2026
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Meloni rompe il silenzio: il 9 aprile in Aula per parare i colpi del post-referendum

Tra rimpasti forzati, ombre di voto anticipato e dimissioni a catena la Premier accelera i tempi e sceglie il Parlamento blindare la maggioranza

Da Silvia Forconi
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Non è una scelta, ma una necessità. Giorgia Meloni gioca in anticipo e fissa al 9 aprile quella che si preannuncia come l’informativa più delicata dall’inizio della legislatura. Dopo giorni di silenzio sotto il peso di richieste pressanti delle opposizioni, la Presidente del Consiglio sarà a Montecitorio e al Senato per dimostrare che l’esecutivo non si è mai fermato dopo il violento scossone elettorale.

La settimana più dura

Per la maggioranza è stata, senza dubbio, la settimana più complicata dall’insediamento a Palazzo Chigi. La sconfitta al referendum sulla giustizia è stato solo l’inizio di un effetto domino che sembra non essersi ancora concluso. In pochi giorni la Premier ha incassato quattro addii molto pesanti: quello del fedelissimo Andrea Delmastro, quello della capo di gabinetto di via Arenula, Giusi Bartolozzi, le dimissioni di Daniela Santanchè al Turismo e infine anche quello del capogruppo al Senato, Maurizio Gasparri.

Palazzo Chigi: “Nessun rimpasto, solo fatti”

L’appuntamento del 9 aprile non prevede un voto per contare i numeri della maggioranza. Il governo gioca la carta del ”tutto normale”, anche se l’informativa è stata anticipata di ventiquattr’ore come a voler dimostrare che non c’è tempo da perdere. Il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani prova a fare da scudo e spinge a voltare pagina: “Non scappiamo, anzi. Racconteremo i dossier veri, quelli che pesano nelle tasche degli italiani. Il resto? Rimpasti e urne anticipate sono solo fantasie che ai cittadini non interessano”.

Opposizioni all’attacco: “Meloni è stata costretta”

Il campo largo, però non è della stessa idea. A guidare la lettera ai presidenti delle Camere per pretendere che la Premier uscisse dal silenzio è stata Italia Viva, che ha trascinato PD, Cinque Stelle e AVS. Per Maria Elena Boschi e Raffaella Paita, Meloni ha provato a scappare dal confronto democratico finché i numeri non l’hanno messa con le spalle al muro.

Intanto pesa ancora l’ipotesi del voto anticipato in autunno, un’opzione che una parte di Fratelli d’Italia vedrebbe come l’unica via d’uscita per “ripulire” la maggioranza. Il 9 aprile Giorgia Meloni dovrà convincere non solo le opposizioni, ma anche i suoi alleati.

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