lunedì 28 Settembre 2026
Impagnatiello

Femminicidio Tramontano: “Si deve riconoscere la premeditazione di Impagnatiello”

I giudici chiedono di rivalutare l'aggravante del piano criminale nel delitto di Giulia Tramontano: "Fu un omicidio premeditato"

Di Redazione
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Un nuovo processo d’Appello per Alessandro Impagnatiello. La Corte di Cassazione ha deciso che la vicenda giudiziaria per l’omicidio di Giulia Tramontano non è ancora chiusa. I giudici della prima sezione penale hanno disposto un Appello bis limitato a un punto chiave: la premeditazione.

Impagnatiello, ex barman e all’epoca compagno della vittima, è già stato condannato all’ergastolo nei primi due gradi di . Ma secondo la quella sera del 27 maggio 2023 non ci fu solo un omicidio. Ci fu un piano preciso, costruito con tempo e freddezza.

Giulia Tramontano aveva 29 anni ed era incinta di sette mesi del figlio Thiago. La sera del delitto fu colpita con 37 coltellate proprio da Impagnatiello, con cui viveva nell’ di Senago, alle porte di Milano. L’uomo, che era il suo compagno, la aggredì in casa e la uccise al termine di una segnata da tensioni e bugie. Le hanno poi mostrato un quadro ancora più grave: nei giorni precedenti aveva anche tentato di avvelenarla somministrandole veleno per .

Per la procura generale si trattò di un agguato. Dalla dell’arma alla preparazione della scena, fino alla rimozione di alcuni oggetti in casa, ogni gesto indicava una decisione già presa. Tra l’idea e l’azione, hanno sostenuto i magistrati in , ci fu tutto il tempo per fermarsi.

La Cassazione ha accolto questa lettura e ha chiesto ai giudici d’Appello di rivalutare l’aggravante della premeditazione, che era stata esclusa nella di secondo grado. Respinta invece la richiesta della difesa di eliminare l’aggravante della crudeltà e di concedere attenuanti.

Leggi anche: A che punto è il ricongiungimento familiare della famiglia nel bosco

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