La vittoria del “No” al Referendum della Giustizia non ha lasciato solo Giorgia Meloni con consensi e sicurezze tutte da ritrovare. Dalle urne è uscito a pezzi anche Forza Italia, con il segretario Antonio Tajani osservato speciale della famiglia Berlusconi. I due si incontreranno nelle prossime ore per discutere il futuro dell’attuale capogruppo alla Camera, Paolo Barelli. Fedelissimo del ministro degli Esteri, sembra non essere più visto di buon grado dai deputati forzisti.
Marina Berlusconi, quindi, inserisce anche lui nello scacchiere del rinnovamento del partito, dopo l’addio di Gasparri da capogruppo al Senato, chiedendo una sostituzione che aiuti il partito a riprendersi. Barelli avrebbe inizialmente tentennato, dicendosi piuttosto affezionato al suo ruolo. L’unica leva efficace è stata quella di proporgli uno dei ruoli di sottosegretario al momento vacanti nel governo Meloni.
La questione sembra risolta, eppure potrebbero esserci ancora dei colpi di scena. Al momento, il favorito per prendere il posto di Barelli è Enrico Costa, ovvero un nome a metà tra la famiglia Berlusconi e la linea di Tajani. Altri deputati sono comunque in lizza, seppur con dei dubbi da sciogliere. Sembra che il segretario non sia convinto della nomina di Giorgio Mulè o di Debora Bergamini, mentre Berlusconi sarebbe scettica su Maurizio Casasco, Chiara Tenerini o Pietro Pittalis.
I nodi da sciogliere non sono solamente alla Camera. Dopo la fuoriuscita di Barelli, che si vocifera potrebbe arrivare già oggi o al massimo domani, c’è da risolvere il rebus delle posizioni da sottosegretario. Al momento, sono cinque i posti vacanti. Un ruolo al ministero della Cultura o dell’Università sarebbe stato escluso a prescindere, a causa del curriculum inadatto di Barelli, così come alla Farnesina e al ministero della Giustizia, in quanto sono già presenti sottosegretari in quota Forza Italia.
Dopo Barelli c’è il nodo dei congressi
L’unico praticabile è il ruolo di sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made In Italy di Adolfo Urso, anche se è già presente un viceministro di Forza Italia, Valentino Valentini. Il posto era in realtà in quota Lega, ma sembra che Tajani abbia chiesto un atto di generosità all’altro vicepremier, Matteo Salvini, per risolvere l’impasse in cui si trova il suo partito. Chiusa tale questione, l’incontro tra il segretario e Marina Berlusconi si concentrerà anche sui congressi regionali del partito, annunciati tra aprile e maggio, ma al momento superflui.
Diversi membri del partito vorrebbero rinviarli ad un momento successivo, al fine di dare la possibilità a possibili avversari di Tajani di strutturarsi e arrivare davvero a poter contendere il ruolo di segretario del partito. La proposta, quindi, potrebbe essere quella di far svolgere i congressi nell’arco di un anno, così da arrivare al congresso nazionale, in cui si elegge il segretario, dopo le elezioni Politiche. Così, anche considerando i consensi del partito, sarà più facile capire chi è realmente in grado di guidare Forza Italia.
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