Il pranzo tra Marina Berlusconi e il segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, si è trasformato in un incontro fiume della durata di quasi quattro ore. Gli argomenti all’ordine del giorno, in fin dei conti, erano numerosi e le questioni da risolvere altrettanto. Prima tra tutti, la possibile sostituzione del capogruppo alla Camera Paolo Barelli con un nome nuovo, magari più vicino alla linea degli eredi del Cavaliere.
All’uscita dalla sede di Mediaset, a Cologno Monzese, le bocche dei quattro partecipanti all’incontro sono rimaste ben cucite. La primogenita Berlusconi, il vicepremier, l’ex braccio destro di Silvio Berlusconi, Gianni Letta, e Danilo Pellegrino hanno scelto la via del silenzio, lasciando alle note ufficiali l’onere di chiarire quanto accaduto. “L’incontro si è svolto in un clima di grande amicizia e cordialità“, si legge in un messaggio di FI, in cui viene specificato che la visione sul futuro del partito è “unitaria e condivisa”.
Tajani sembra blindato, eppure le voci di una crisi tra la famiglia del fondatore del partito e gli attuali vertici non si attenuano. Nonostante la conferma di una “rinnovata fiducia” in Tajani, si prospetta che nei prossimi giorni possano verificarsi nuovi mini-rimpasti in Forza Italia. Dopo la decisione di sostituire il capogruppo al Senato, Maurizio Gasparri, con Stefania Craxi, sembra che anche il ruolo di Paolo Barelli sia in bilico.
I nodi affrontati dai Berlusconi e Tajani
Da diversi giorni si ripete che il capogruppo alla Camera possa essere sostituito da Giorgio Mulè, attuale vicepresidente della Camera e figura molto vicina al gruppo editoriale della famiglia Berlusconi. Sembra che sia stato trovato un accordo e che il nuovo capogruppo sia Enrico Costa, una figura più moderata ed equidistante dalle posizioni di entrambi. L’ennesimo smacco verso Tajani, costretto a subire le decisioni degli eredi del Cavaliere, nella consapevolezza che un cambio di vertice sia l’unica soluzione per accrescere i consensi di Forza Italia.
Un secondo aspetto su cui i due hanno discusso riguarda le tempistiche per i congressi regionali del partito. Gli stessi che dovrebbero portare all’incontro nazionale per l’elezione o la riconferma del segretario. Alcuni membri del partito avrebbero chiesto di diluire nel tempo questi incontri, al fine di ottenere il voto su Tajani dopo le elezioni Politiche. Così, anche in considerazione del risultato alle urne, sarà possibile decidere chi sia realmente adatto alla guida del partito. La soluzione, in questo caso, è stata quella di organizzare i congressi attraverso un cronoprogramma e celebrarli solo dove sono unitari.
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