Piazza Duomo a Milano è semideserta. Il leader leghista Matteo Salvini prende la parola e monopolizza il palco della manifestazione di estrema destra Noi Patrioti. “Remigrazione non vuol dire mandare via chiunque incontri per strada, ma che il permesso di soggiorno e la cittadinanza sono un atto di fiducia” – afferma il vicepremier. “Ti garantiamo bonus e sanità gratuita, se però commetti degli errori, come per la patente a punti, anche il permesso di soggiorno è a punti: dopo alcuni errori torni a casa tua”.
Lo segue il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che rivendica: “Un pomeriggio per sognare un’Europa diversa, con proposte concrete: stop all’ideologie green, libertà di scelta in economia, nucleare e libertà di approvvigionamento energetico”. E sottolinea: “Frontiere, sicurezza, legalità: i leader europei dei Patrioti hanno parlato chiaro”. Ma fa più rumore il contro-corteo antifascista.
La vera opposizione, anche questa volta, la fanno i giovani. “Milano è migrante contro i Patrioti”, spunta uno striscione in piazza Lima. Sono i ragazzi del centro sociale Cantiere. Tra loro sventolano bandiere di Avs, Rifondazione comunista e No Cpr. E a poco più di cinquecento metri di distanza, lungo corso Buenos Aires, si sono incontrati i manifestanti filo palestinesi. Entrambi i contro-cortei sono stati accompagnati da un ingente numero di unità della polizia, che ha cercato di limitare il potenziale di scontro.
La giornata del Remigration Summit e dei contro-cortei
Appuntamento alle 14.00 davanti a Porta Venezia a Milano. Da qui è partito il corteo di Noi Patrioti, accompagnato però da una serie di manifestazioni parallele antifasciste. Lungo Corso Venezia, in direzione del Duomo, i partecipanti – circa 2 mila, dicono gli organizzatori – seguono il percorso intonando cori contro i musulmani e i migranti clandestini. In testa c’è Filippo Goglio, presidente della sezione di Riscatto Agricolo Lombardia di Lodi, a bordo di un trattore. Insieme a lui la vicesegretaria leghista Silvia Sardone, che spavaldamente rivendica: “Non ho paura a usare il termine remigrazione, che viene da remigration, che vuol dire rimpatri – precisa – Ci sono tanti immigrati per bene che si sono integrati e hanno le scatole piene dell’immigrazione irregolare”.
Nel frattempo scendono in piazza anche le seconde generazioni, che sventolano fiere il tricolore. Amir Atrous, responsabile del dipartimento immigrazione di Forza Italia Milano, chiarisce: “La nostra manifestazione non è stata organizzata ‘contro qualcuno’, ma ‘per qualcosa’. Per portare il tema dei nuovi italiani al centro del dibattito pubblico”. In linea con Atrous, anche alcuni esponenti Pd come Abdullah Badinjki – assessore del partito a Paullo in provincia di Milano – che afferma: “In questa mobilitazione ci sono amministratori, professionisti, società civile e associazioni, persone con storie, percorsi, Paesi di origine e convinzioni religiose diverse”. E lo segue Gianluca Comazzi, assessore regionale di Forza Italia: “Questa manifestazione è organizzata da ragazzi giovani che sono e si sentono italiani e che tutti i giorni contribuiscono a portare avanti l’economia del nostro Paese”. La Lega, insomma, è riuscita a unire incredibilmente diverse parti politiche.
Alle 15.00 il corteo ha raggiunto Piazza Duomo, accompagnato da “‘O mia bella Madunina”.
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