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lunedì 27 Aprile, 2026
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Primarie. ANSA_Claudio Sebastiani

Sondaggi: “La candidatura di Salis favorirebbe Conte”

Per Amadori (Yoodata), se la sindaca di Genova partecipasse alle primarie frammenterebbe l'elettorato dem sottraendo voti a Schlein. Ma il problema del campo largo sono le divergenze su Europa, politica estera ed economia

Da Sergio Di Laccio
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Se Silvia Salis, contrariamente a quanto ribadito a più riprese, decidesse di partecipare alle primarie del cosiddetto campo largo, finirebbe per favorire la corsa di Giuseppe Conte, già in vantaggio sulla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein: è il pronostico di Alessandro Amadori, direttore scientifico di Yoodata e docente di Comunicazione Politica all’Università Cattolica di Milano.

“Salis frammenterebbe l’elettorato dem”

“La presenza di Silvia Salis nelle primarie allargate del centrosinistra, secondo le valutazioni demoscopiche di Yoodata, potrebbe sottrarre a Elly Schlein una quota decisiva di voto PD, rendendo più probabile la vittoria di Giuseppe Conte”, dice Amadori. “Le rilevazioni più recenti mostrano che il bacino potenziale di Salis coincide in larga parte con quello della segretaria PD, soprattutto tra elettori urbani, progressisti e sensibili ai temi civili. In uno scenario senza Salis, Schlein e Conte risultano sostanzialmente appaiati, con un vantaggio limitato per l’una o per l’altro a seconda dell’affluenza. Ma con Salis in campo, il voto democratico si frammenterebbe, e la segretaria perderebbe tra i 6 e gli 8 punti percentuali, mentre Conte rimarrebbe stabile grazie alla maggiore compattezza del voto M5S su di lui”.

I numeri e la scelta di Salis

“Le simulazioni indicano che, con un’affluenza intorno a 1,5 milioni di votanti, Conte oscillerebbe fra il 38% e il 42%, Schlein scenderebbe al 28-30%, e Salis si collocherebbe fra il 12% e il 15%, drenando soprattutto elettori PD indecisi o critici verso la leadership attuale”, dice Amadori. “Questo spostamento renderebbe quasi impossibile per Schlein competere alla pari, mentre Conte si avvantaggerebbe di un campo avversario diviso”.
La segretaria dem può dunque sentirsi rassicurata dalle parole della sindaca di Genova, che da Fazio ha confermato la propria intenzione di non candidarsi né votare alle primarie, che da elettrice considera divisive e dunque controproducenti in vista delle politiche.

La solidità del campo largo

L’intervento di Amadori ha riguardato però anche la solidità della coalizione. “L’analisi dei programmi mostra affinità su welfare, ambiente e diritti sociali, mentre restano distanze rilevanti su Europa, politica estera e gestione dei vincoli economici”. Per questo, secondo Yoodata, l’indice di compatibilità del campo largo sarebbe di appena 62/100.
“Sul piano della governabilità pesano la storia dei rapporti tra le forze coinvolte, la mancanza di una leadership condivisa e la difficoltà di definire un patto di legislatura: elementi che collocano la solidità potenziale dell’alleanza attorno a 48/100” prosegue Amadori. “Ne emerge un progetto politicamente possibile, ma non ancora strutturato per garantire continuità e stabilità di governo”.

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