La guerra in Iran avrà mai una conclusione? Secondo alcuni funzionari statunitensi, citati dal sito di informazione Axios, la risposta è negativa. “Il conflitto con l’Iran è entrato in una fase simile alla Guerra Fredda, caratterizzata da sanzioni finanziarie, intercettazioni di cannoniere e colloqui per avviare negoziati”, si legge nella nuova analisi pubblicata oggi, in cui viene palesato lo scenario di un’ostilità prolungata tra Teheran e Washington, senza una guerra vera e propria ma con tensioni e minacce continue.
Una situazione che provocherebbe conseguenze catastrofiche, in quanto lo Stretto di Hormuz rimarrebbe chiuso a discapito delle economie mondiali. Gli stessi Stati Uniti soffrirebbero una situazione simile e il presidente Donald Trump in primis crollerebbe sotto le critiche dei democratici, sin da subito ostili alla guerra contro l’Iran. Quello che avrebbe dovuto essere un conflitto lampo, rischia di trasformarsi in un vero e proprio pantano.
La frustrazione di Trump per l’Iran
Fonti vicine alla presidenza Usa hanno chiarito la profonda frustrazione del tycoon. “Un conflitto congelato è il peggiore degli scenari per Trump, sia politicamente che economicamente”, hanno spiegato, chiarendo che il presidente è di fronte ad un bivio. Da un lato c’è la possibilità di lanciare nuovi attacchi militari, con l’obiettivo di smuovere l’impasse con l’Iran, visto che i negoziati si trovano in un momento di stallo; dall’altro c’è l’opzione dell’attesa nella speranza che la diplomazia faccia il suo corso. Il presidente Usa è realista sulle possibilità del conflitto, ma non si arrende di fronte alla posizione assunta da Teheran.
Alcuni consiglieri hanno proposto di procedere con le sanzioni contro le esportazioni del regime, ma il tycoon sembra convinto che “l’Iran capisca solo il linguaggio delle bombe“. Sulla riapertura di Hormuz la questione è ancora più spinosa. Teheran permetterà il passaggio delle navi solo quando gli Stati Uniti solleveranno il loro blocco navale. Trump è scettico sulla possibilità, in quanto teme che questa decisione possa rinviare le trattative sullo stop al programma nucleare iraniano, motivazione primaria per cui è scoppiato il conflitto. La decisione dovrà essere presa al più presto, in quanto le elezioni di Midterm si terranno tra circa sei mesi. Più l’economia Usa risentirà di questo conflitto e minori saranno le possibilità di Trump di mantenere il controllo sul Congresso.
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