giovedì 30 Aprile 2026
Annalisa Corrado (Pd) ph Ansa

Corrado (Pd) a La Sintesi: “Contro la Flotilla un atto di pirateria. Netanyahu gode di un’immunità internazionale”

L’europarlamentare del Pd ha preso parte alla spedizione umanitaria del settembre 2025, sequestrata e poi rilasciata da Israele: “Sono preoccupata per gli attivisti, il governo di Tel Aviv non rispetta i diritti umani”

Da Laura Laurenzi
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Annalisa Corrado, europarlamentare del Pd e una dei quattro politici italiani che ha preso parte alla spedizione della Flotilla nel settembre 2025, ha spiegato ai nostri microfoni la gravità del blitz messo in atto dal governo di Israele nella notte tra il 29 e il 30 aprile contro la nuova spedizione umanitaria diretta a Gaza. Quasi metà delle imbarcazioni sono state abbordate e in parte sequestrate da Israele. Un’operazione avvenuta a ovest di Creta, alle porte dell’Europa e in acque internazionali. Circa 175 attivisti, tra cui 22 italiani, sono stati arrestati, per motivazioni non ancora accertate. Un gesto condannato a parole dal governo italiano e dall’Ue, che però faticano ancora a prendere una posizione netta contro le azioni di Israele.

Onorevole Corrado, Israele ha nuovamente abbordato una spedizione della Flotilla in acque internazionali. È considerabile un atto di pirateria? C’era un margine per evitare un’escalation di questo tipo?

“Assolutamente sì. Si tratta di un atto totalmente illegale e di un atto di pirateria. Per quanto sappiamo l’abbordaggio è avvenuto nella Sar greca, a oltre 600 miglia dalle coste di Israele. È veramente un atto deliberato, ancora più grave rispetto a quello vissuto dalla mia spedizione lo scorso anno. Siamo a pochi passi dalla zona diretta dell’Europa. Va considerato un atto criminale fuori da ogni legge. In più è avvenuto in maniera pericolosa, danneggiando le barche e lasciando qualcuno alla deriva”.

C’è un doppio standard nel modo in cui vengono valutate azioni nel momento in cui le compie Israele?

“Abbiamo sempre denunciato l’esistenza di un doppio standard inaccettabile. Tutto lo sforzo dei Paesi europei a supporto dell’Ucraina non trova nessuna corrispondenza contro il genocidio in corso. Netanyahu sembra godere di un’immunità internazionale che non lo fa essere responsabile di nulla. Ed è gravissimo, perché questo è proprio il motivo dell’escalation. Nessuno lo ferma, nessuno lo mette in discussione e lui alza il tiro”.

Il governo italiano ha condannato le azioni di Israele, a poche settimane dalla sospensione del memorandum di difesa con Tel Aviv. Questa presa di posizione è veramente sufficiente?

“Non basta perché al Consiglio d’Europa, pochi giorni dopo la mossa tradiva della sospensione del Memorandum, il governo italiano si è rimangiato tutto, mantenendo il veto contro la sospensione degli accordi di associazione con Israele. Era soltanto un passo di facciata. Ci credo che oggi il governo ha alzato la voce. Si dicono sovranisti e patrioti e in questo caso ci sono connazionali, impegnati in una missione umanitaria nel solco della legge internazionale, che sono stati sequestrati nel mezzo del Mediterraneo. Voglio vedere che non dica una parola”.

Ma l’Ue può fare concretamente qualcosa a seguito di questi eventi?

“L’Ue è bloccata dagli stessi Paesi che la compongono e che non prendono una posizione. Non è tanto l’Ue in sé come istituzione, ma il fatto che non abbia ancora una politica estera comune, non abbia gli strumenti per esprimersi più di tanto se non c’è l’unanimità di tutti i Paesi. Quindi, ancora di più la responsabilità è di quei Paesi che si mettono contro, come l’Italia. Noi stiamo spingendo in tutti i modi, c’è anche la petizione online che ha raccolto più di un milione e duecentomila firme per la sospensione degli accordi con Israele. È molto chiaro che l’Ue non possa fare accordi con i Paesi che rispettano i diritti umani. C’è un articolo chiarissimo nei trattati che parla di questo, non si capisce quindi cosa debba succedere ancora per far capire che Israele non rispetta queste regole”.

Cosa spinge gli attivisti a continuare a compiere queste missioni pur sapendo i rischi che corrono?

“Li spinge il fatto che non è cambiato nulla. L’unica cosa che ha ottenuto questa finta pace, questo Board of Peace, che è un comitato di affari e non ha nulla a che vedere con il diritto internazionale, è solo di abbassare un po’ l’attenzione. In realtà il genocidio continua, seppur a una velocità più lenta, e nei territori occupati la situazione è di gran lunga peggiorata. Gli attivisti agiscono dove mancano la presenza della politica. Ci sono pezzi della società civile che con coraggio mettono a repentaglio la loro salute e la loro stessa vita. Penso che sia un atto di enorme generosità, che deve risvegliare le coscienze di tutti coloro che non si sentono coinvolti in questa storia”.

Cosa aspetta ai 175 attivisti, tra cui 22 italiani, che sono stati arrestati da Israele?

“La situazione è diversa da quella che abbiamo vissuto noi, nel senso che li hanno sequestrati in mare e hanno lasciato le barche alla deriva. Sembra che li stiano portando sulle coste di Israele, ma non abbiamo ancora notizie. Non c’è neanche chiarezza di che cosa li si accusi, visto che erano in Sar greca e in acque internazionali. Non sappiamo con quale titolo siano stati sequestrati e quali siano le intenzioni di Israele. Quello che suppongo è che ricevano un trattamento simile alle scorse Flotille. Sono molto preoccupata perché, a parte quello che abbiamo vissuto noi direttamente, sono emerse testimonianze di violenze gravi, anche sessuali, di abusi di vario tipo. Ovviamente la preoccupazione è alta perché nelle mani di un governo che non ha nessun rispetto dei diritti umani non si può sapere cosa può accadere”.

Leggi anche: “Le forze di occupazione israeliane mi hanno rapita”. L’appello di un’attivista italiana della Sumud Flotilla

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