La guerra voluta da Donald Trump in Iran è un boomerang per l’economia degli Stati Uniti. La prima vittima di questo conflitto è la Spirit Airlines, una delle principali compagnie aeree low cost al mondo, che ha annunciato la cancellazione di tutti i suoi voli e l’avvio di una “cessazione graduale” delle operazioni. I rincari provocati dalla guerra in Medio Oriente hanno aumentato a dismisura i debiti della società, convincendo i vertici dell’impossibilità di una ripresa.
La società si trovava in difficoltà economica dal 2020, ovvero dallo scoppio della pandemia da Covid-19, che aveva paralizzato per mesi gli spostamenti dei cittadini americani. Spirit Airlines era riuscita a ottenere lo scorso marzo un accordo con i creditori su un piano di ristrutturazione. Il proseguire della guerra in Iran ha però peggiorato queste condizioni, rendendo vano ogni tentativo di salvataggio.
I motivi del fallimento della compagnia aerea
La chiusura di Spirit è la prima di una compagnia aerea statunitense di rilievo da quando Midway Airlines cessò le attività subito dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. Un vero e proprio simbolo del fallimento delle politiche economiche del tycoon. Fondata nel 1992, questa compagnia aerea ha accompagnato milioni di americani nei loro viaggi nazionali. I suoi aerei giallo acceso sono presto divenuti un’icona nel trasporto aereo. Secondo i dati del Dipartimento dei Trasporti degli Stati Uniti, Spirit ha trasportato 28 milioni di passeggeri tra febbraio 2025 e gennaio 2026.
La notizia dello stop ai voli è arrivata improvvisamente. Oggi sul sito della società madre di Spirit Airlines, Spirit Aviation Holdings, è apparso un annuncio: “Tutti i voli Spirit sono stati cancellati e i clienti Spirit non devono recarsi in aeroporto”. Anche il servizio clienti risulta disattivato, ma la compagnia ha chiarito che i clienti che hanno già acquistato un biglietto aereo saranno rimborsati. Intanto, con la chiusura hanno perso il lavoro circa 11mila americani.
Altre migliaia, poi, si troveranno anche a dover far fronte ad una diminuzione delle tratte aeree nel Paese. In città come Las Vegas e Stati come la Florida, infatti, la compagnia aerea low cost gestiva buona parte delle tratte. Il primo segno di una crisi inevitabile, che rischia di peggiorare di giorno in giorno, almeno finché Hormuz resterà chiuso. Mentre Trump si concentra sui dazi e sulle punizioni nei confronti dei Paesi che indeboliscono l’economia Usa, sembra non accorgersi che le sue stesse decisioni mettono a rischio il lavoro dei cittadini che rappresenta.
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