Eithan Bondi ha premuto il grilletto del suo fucile da softair con l’obiettivo di colpire due attivisti dell’Anpi con il fazzoletto rosso con il tricolore al collo. Due vittime anonime, scelte perché parte del corteo organizzato a Roma per il 25 aprile. La stessa manifestazione che nei tre anni passati ha visto scoppiare profonde tensioni tra la Brigata Ebraica e l’Associazione dei partigiani. Cosa dimostra questo gesto? Il conflitto tra Israele e Palestina ha davvero riacceso la fiamma dell’antisemitismo in Italia, lo stesso Paese che fatica a prendere una posizione contro Netanyahu proprio per la colpa storica che porta con sé da ottant’anni?
Secondo Gad Lerner la risposta è da ricercare proprio nella polarizzazione che si è creata in Medio Oriente. Le cause del conflitto israelo-palestinese si sono trasferite in Italia, con tutte le difficoltà del caso. Il giornalista, come riporta Repubblica, si pone una domanda: sta forse nascendo una degenerazione squadristica di elementi che, in nome dell’autodifesa, minacciano e aggrediscono chi ritengono un nemico di Israele?
Brigata Ebraica e Anpi: il loro significato oggi
Un quesito che ha trovato l’appoggio di Anna Foa, figlia di Vittorio, la quale ha ricordato di aver lasciato la comunità ebraica romana tre anni fa proprio per motivazioni legate a questa possibile estremizzazione. “Non mi stupirebbe se a Roma ci fosse un’ala violenta. Sono persone radicalizzate, che se fossero in Israele sarebbero coloni”, ha spiegato. Accuse dure che però trovano la contrarietà convinta di Walker Meghnaghi, il presidente della comunità ebraica di Milano. Dal suo punto di vista, non c’è alcuna possibilità che questa estremizzazione corrisponda al vero, né che all’interno della comunità ebraica esistano delle bande armate.
Eppure, c’è chi guarda con un certo scetticismo proprio all’organizzazione della Brigata ebraica. L’ex senatore del Pd, Roberto Della Seta, che proviene da una delle più antiche famiglie ebraiche romane, ha criticato l’associazione, sostenendo che i suoi partecipanti si sarebbero impossessati della memoria della vecchia brigata e dei partigiani ebrei. Una critica che in molti muovono anche all’Anpi, dipingendo il 25 aprile come una festività in cui si finge di ricordare e si indossano le divise di gruppi politici e culturali che oggi assumono un significato divisivo e non più solidale.
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