Il governo Meloni procede allo sbaraglio verso la fine della legislatura. All’interno della maggioranza, le correnti contrarie iniziano a scontrarsi e le fratture cominciano a vedersi anche in superficie, lì dove sono puntati gli occhi degli elettori. Un nuovo scontro tra Antonio Tajani e Matteo Salvini si è aperto sul tema dei permessi di soggiorno. La questione è nata dopo la tragedia di Modena, dove un 31enne italiano di origini marocchine ha investito otto persone ferendole gravemente.
Proprio le sue origini hanno scatenato una forte polemica politica riguardante il tema dell’immigrazione. A nulla è servito ricordare che il responsabile è nato in Italia ed è integrato nella nostra società. Allo stesso modo, è passato in secondo piano l’intervento di due cittadini egiziani, che hanno aiutato a fermare il 31enne mentre provava a fuggire armato di coltello. Così, oggi, il leader della Lega è tornato a perorare la sua causa.
Lo scontro tra Tajani e Salvini
“È già in I commissione alla Camera una proposta di legge a prima firma Iezzi per la revoca della cittadinanza agli stranieri che commettono reati gravi”, ha dichiarato il leader del Carroccio, aggiungendo che “la politica non deve inseguire la cronaca, quello che accade semmai deve accelerare le scelte”. Una sorta di giustificazione del fatto che gli investimenti di Modena non avrebbero nulla a che fare con il rinnovato interesse del Carroccio per una stretta sulla cittadinanza italiana. Salvini ha poi aggiunto che “la cittadinanza non è a vita, ad esempio nei cadi di terrorismo. Però, uno stupro, un omicidio, una rapina a mano armata non comportano una riflessione?”.
Eppure, tra i primi a criticare la proposta della Lega c’è proprio l’alleato Antonio Tajani. Disinteressato alle apparenze, il segretario di Forza Italia ha chiarito che la cittadinanza non c’entra nulla con quanto messo in atto a Modena. “Togliere il permesso di soggiorno a chi delinque? Chi è stato protagonista dell’evento di ieri non aveva il permesso di soggiorno, è un cittadino italiano”, ha chiarito con convinzione.
FI si schiera con l’opposizione sul permesso di soggiorno
Sul caso è intervenuto anche il ministro della Pubblica amministrazione, il forzista Paolo Zangrillo, il quale ha ricordato che questa non può essere una decisione che la Lega prende in autonomia. “C’è un problema di sicurezza che dobbiamo affrontare con grande tempestività ma non prendiamo decisioni affrettate”, ha aggiunto invitando i suoi colleghi a non procedere con mosse azzardate.
Sul caso si sono espressi anche gli esponenti dell’opposizione, criticando con durezza la richiesta della Lega. Filiberto Zaratti di Avs ha definito “scandaloso” il tentativo di Salvini di utilizzare un grave fatto di cronaca come un mezzo per portare avanti la sua propaganda. “A parte che, se un cittadino extracomunitario commette fatti gravi, il permesso non gli viene rinnovato anche senza l’intervento di Salvini. Inoltre chi commette un reato viene punito secondo il Codice penale che valuta caso per caso”, ha ricordato concludendo il suo intervento.
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