lunedì 25 Maggio 2026

“Non ci sarà mai lo Ius Soli”. Il Governo vuole la stretta sull’immigrazione dopo i fatti di Modena

Palazzo Chigi cavalca l'attacco in centro per rilanciare la linea dura sui flussi e sulle seconde generazioni. Ma l'opposizione insorge: “Il fermato è nato in Italia, usate la paura”

Da Alessio Matta
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

L’auto lanciata sui pedoni nel centro di Modena ha riportato il tema sicurezza al centro dello scontro politico. L’uomo fermato dopo l’attacco è un cittadino italiano di origine marocchina, nato in Italia, ma il governo ha subito spostato il dibattito sull’immigrazione e sulle seconde generazioni.

La premier Giorgia Meloni, impegnata in Grecia per lo Europe Gulf Forum, ha seguito gli sviluppi della vicenda con una serie di telefonate da Navarino. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni hanno espresso vicinanza alla città e sentito il sindaco di Modena. Nel frattempo, il centrodestra ha trasformato il caso in un nuovo terreno di battaglia politica.

Salvini: “L’integrazione delle seconde generazioni è fallita”

Il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini ha attaccato il modello di integrazione e rilanciato la linea dura sui permessi di soggiorno.

“L’integrazione delle seconde generazioni è fallita”, ha dichiarato il Carroccio dopo i fatti di Modena, chiedendo una “stretta sui permessi di soggiorno” e tornando a bocciare ogni ipotesi di ius soli. Una posizione che arriva nonostante il fermato sia italiano a tutti gli effetti. Proprio questo dettaglio ha acceso le critiche delle opposizioni del Partito democratico, che accusano il governo di usare la paura per rilanciare la campagna sulla sicurezza e sui migranti.

La paura del governo per una nuova crisi migratoria

Il viaggio di Meloni in Grecia era già segnato da un’altra emergenza: la crisi in Medio Oriente e il timore di nuovi sbarchi nel Mediterraneo.

Davanti ai leader riuniti allo Europe Gulf Forum, la premier ha parlato di “policrisi”, chiedendo una cooperazione più stretta tra Europa e Paesi del Golfo. Il nodo centrale resta lo Stretto di Hormuz. “Una soluzione sostenibile alla crisi deve poggiare sulla riapertura dello Stretto senza pedaggi o restrizioni discriminatorie”, ha detto Meloni, assicurando che l’Italia è pronta a contribuire alla sicurezza marittima “nel solco delle missioni Aspides e Atalanta”.

Accanto al dossier iraniano, però, Palazzo Chigi guarda soprattutto ai flussi migratori. Meloni ha lavorato a un’intesa con il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis, il presidente cipriota Nikos Christodoulidis e il premier maltese Robert Abela per evitare “una crisi migratoria simile a quella del 2015”. Il 17 giugno i ministri dell’Interno dei quattro Paesi si incontreranno a Roma. Sul tavolo ci saranno controlli più rigidi, accordi con gli Stati di partenza e nuove misure contro i trafficanti.

Il modello Albania resta il simbolo della linea del governo

Meloni ha anche rilanciato il progetto degli hub per migranti in Albania, definendolo un modello ormai riconosciuto anche in Europa.

In un messaggio pubblicato sui social, la presidente del Consiglio ha esultato per la “Dichiarazione di Chisinau”, firmata da 46 Stati del Consiglio d’Europa, sostenendo che il testo “riconosce la legittimità per le nazioni di soluzioni innovative nella gestione dei flussi, come gli hub di rimpatrio in Paesi terzi, sul modello avviato dall’Italia in Albania”. Per la premier, “l’approccio italiano a una ordinata gestione migratoria è ormai diventato anche l’approccio dell’Europa”.

Ma dopo Modena il dibattito si è riacceso su un punto preciso: collegare immigrazione e sicurezza anche quando i protagonisti dei fatti sono cittadini italiani nati nel Paese. Una linea che il governo continua a seguire e che ora torna al centro dello scontro politico.

Leggi anche: Meloni torna da Trump: “L’Iran non può avere il nucleare”

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook 

Instagram

TikTok

YouTube

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata