lunedì 25 Maggio 2026
Giuseppe Conte. ANSA_Angelo Carconi

Conte: “Meloni ci farà tornare a essere il fanalino di coda dell’Europa, va mandata a casa”

Il presidente del M5S ha criticato il governo per il ritardo nella condanna delle azioni di Israele: "Cosa è cambiato rispetto a 70mila palestinesi, di cui 20mila bambini, uccisi in un genocidio"

Da Laura Laurenzi
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Il presidente del M5S, Giuseppe Conte, si è detto preoccupato per la situazione in cui oggi versa l’Italia. Un contesto reso pubblico anche da due importanti report che hanno evidenziato le forti carenze del nostro Paese dal punto di vista economico e sociale. Da un lato la Commissione europea ha rivisto al ribasso le stime di crescita dell’Italia e ha annunciato che nel 2027 l’Italia potrebbe essere il Paese con il debito pubblico più alto dell’Ue; dall’altro l’Istat ha confermato che nella nostra Nazione nascono sempre meno figli a causa dell’instabilità, della precarietà e del disagio abitativo. Una situazione riconducibile alla gestione dei conti del governo Meloni, come sottolineato con un certo piglio dal leader pentastellato.

Conte: “Dobbiamo recuperare i fondi delle spese militari”

“Siamo ritornati a essere il fanalino di coda in Europa grazie a questo governo”, ha dichiarato Conte davanti ai cronisti a Montecitorio, ricordando la complessa situazione economica in cui versa il nostro Paese. “La ricetta è molto chiara: occorre coraggio, occorre mandarli a casa”, ha continuato, sottolineando la strada più sicura per riportare il Paese ad una situazione di stabilità e ripresa economica e sociale. Il governo deve investire su un piano industriale strutturato, capace di prevenire le crisi e non solo di porvi rimedio, deve investire sul welfare e soprattutto rivedere le spese destinate al riarmo e alla Difesa.

“Dobbiamo recuperare dalle spese militari, rivederle perché sono buttati lì miliardi e miliardi. Dobbiamo recuperare 13 miliardi e mezzo buttati sul Ponte sullo Stretto, intervenire per una tassa sugli extra profitti”, ha spiegato il leader pentastellato, prima di ricordare i fallimenti di Giorgia Meloni sulle misure dedicate ai giovani e alle famiglie. “Il governo ha detto no al salario minimo, anche se quattro giovani su dieci in Italia sono sottopagati, ha tagliato gli affitti, le agevolazioni per i mutui per gli under 36 e non ha voluto il congedo paritario”, ha elencato, chiarendo perché oggi in Italia la denatalità è uno dei problemi principali su cui intervenire.

Conte: “Su Israele il governo è intervenuto in ritardo”

A questa numerosa serie di problematiche sul piano interno si aggiunge anche una crisi di valori e un mancato posizionamento forte sul piano della politica estera. Conte non ha evitato di ricordare come l’intervento di Giorgia Meloni e del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, contro il trattamento riservato agli attivisti della Flotilla sequestrati da Israele sia arrivato con un notevole ritardo. “Cosa è cambiato rispetto alla precedente spedizione della Flotilla dell’ottobre scorso e soprattutto mi chiedo cosa è cambiato rispetto a 70.000 palestinesi uccisi in un genocidio di cui 20.000 bambini”, ha criticato con durezza, ricordando gli illeciti commessi da Tel Aviv negli scorsi anni.

E se il governo italiano volesse davvero fare la differenza, prendendo una seria distanza da Israele, Conte sottolinea la necessità di procedere al riconoscimento immediato dello Stato di Palestina e allo stop all’accordo di cooperazione militare tra Roma e Tel Aviv. In più ormai sarebbero necessarie anche sanzioni economiche nei confronti del primo ministro Benjamin Netanyahu. Una serie di passaggi che finora il governo Meloni ha deciso di non mettere in atto.

Leggi anche: L’Ue taglia le stime di crescita dell’Italia: il governo Meloni non riesce a far fronte allo shock energetico

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