I genitori di Andrea Sempio, il 38enne indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, continuano a gridare l’innocenza di loro figlio. L’uomo, all’epoca dei fatti amico del fratello della vittima, è al centro di un’indagine condotta dalla Procura di Pavia, così come di una bufera mediatica che ormai prosegue da oltre un anno. Ogni piccolo dettaglio della vita di Sempio è stato scandagliato non solo dagli inquirenti, ma anche dai giornali e dalle trasmissioni televisive che dal marzo 2025 continuano a seguire il caso.
“Mio figlio non c’entra niente, non ha ucciso Chiara Poggi, questa è una vigliaccata. Di chi, non lo posso sapere. Lo dico io, così”, ha spiegato oggi il padre dell’indagato in un’intervista al Tg1, rilasciata proprio per rispondere a tutte le accuse rivolte nei confronti del 38enne. Secondo Giuseppe Sempio, il 13 agosto 2007 suo figlio non sarebbe mai uscito di casa e per questo non può essere l’autore materiale del delitto di Poggi, per cui oggi risulta condannato solo Alberto Stasi, suo fidanzato dell’epoca.
Le indagini su Giuseppe e Andrea Sempio
L’uomo lascia trapelare la possibilità che il 38enne sia finito di nuovo sotto indagine, dopo che nel 2017 era stato indagato per la prima volta e poi archiviato, per volontà di una terza persona. La stessa di cui però non ha saputo rivelare l’identità. Lo stesso Giuseppe Sempio è al centro di un’indagine parallela, condotta stavolta dalla procura di Brescia. Il padre del 38enne è accusato di corruzione in atti giudiziari insieme al già procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti.
L’ipotesi era nata a seguito del ritrovamento di un appunto nella casa dei Poggi in cui sembra che il padre di Andrea possa aver corrotto il procuratore per ottenere l’archiviazione del figlio nelle indagini del 2017. Un’ipotesi immediatamente respinta dai diretti interessati, i quali negano che le parole “Venditti gip archivia per 20-30” siano legate a un atto di corruzione, e su cui proseguono le indagini.
Nelle scorse settimane, la Procura di Pavia ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini. Entro venti giorni dalla notifica, come annunciato dai legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia, saranno depositate le consulenze effettuate. Gli inquirenti sostengono che Sempio abbia ucciso Poggi a seguito di un rifiuto di natura sessuale. L’allora 18enne avrebbe ceduto ad una furia cieca e si sarebbe accanito con violenza contro la 26enne. Una ricostruzione respinta sia dal diretto interessato che dai genitori della vittima.
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