Oltre 6 milioni di cittadini, di 748 Comuni, hanno tempo fino alle 15 di oggi per recarsi alle urne. Alle 23 di ieri l’affluenza si è fermata intorno al 46,31%. Quindi quattro punti in meno rispetto al round del 2020, che invece aveva registrato il 50,20% di affluenza. È una tornata importante per il Governo Meloni, a poco più di un anno dalle elezioni parlamentari. Un test che potrebbe sancire la debacle definitiva dopo la sconfitta al referendum sulla Giustizia del 23 marzo, quando il 58,93% degli aventi diritto ha partecipato al voto.
Tra i Comuni più contesi c’è sicuramente Venezia. Il centrodestra ha tentato di blindare il capoluogo veneto con l’assessore uscente Simone Venturini, mentre il campo largo ha intenzione di conquistare nuovamente la città dopo undici anni. Per farlo, punta su Andrea Martella. Alle 23 l’affluenza è del 41,7%, contro il 46,1% del 2020. Un’altra località contesta è Reggio Calabria. In gioco c’è anche il Ponte sullo stretto di Messina. E infatti l’esecutivo conta di strappare la sponda agli avversari con il candidato forzista Francesco Cannizzaro. L’affluenza registrata nel Comune è del 48,3%, contro il 49,4% della tornata precedente.
Anche a Salerno le amministrative si sono fatte interessanti, con il fronte progressista che si spacca: Vincenzo De Luca procede da solo; il Pd non presenta il simbolo, ma alcuni esponenti esprimono sostegno all’ex governatore della Campania; i pentastellati, invece, compiono una corsa in solitaria con Francesco Massimo Lanocita.
Altri quindici capoluoghi sono chiamati alle urne: da Crotone in Calabria, a Lecco e Mantova in Lombardia, passando per Arezzo, Pistoia, Prato in Toscana, insieme a Fermo e Macerata nelle Marche, Chieti in Abruzzo, Avellino in Campania, Messina, Enna e Agrigento in Sicilia e, per concludere, Andria e Trani in Puglia.
In Toscana il campo largo sogna la rimonta
Gli occhi sono puntati sicuramente sulla Toscana, dove il centrosinistra sogna di riconquistare i Comuni alla guida del centrodestra. A Pistoia e Arezzo la coalizione progressista si affida rispettivamente a Giovanni Capecchi e Vincenzo Ceccarelli. Diverso è il quadro politico a Prato, storica roccaforte del Pd, dove il fronte progressista è stato scosso dal rinvio a giudizio per corruzione della sindaca uscente Ilaria Bugetti. I dem, quindi, hanno scelto di puntare su Matteo Biffoni, in passato sindaco della città. Mentre ad Arezzo il confronto appare più equilibrato e destinato con ogni probabilità a un testa a testa fino all’ultimo.
In Lombardia l’attenzione converge su Vigevano, il comune più grande chiamato alle urne. Qui il centrodestra si presenta diviso: Forza Italia sostiene un candidato diverso rispetto a Fratelli d’Italia e Lega. A movimentare la campagna elettorale è stato anche Roberto Vannacci, che ha dato il proprio appoggio alla lista civica Vigevano Futura. Il risultato sarà letto anche come un indicatore del peso politico del generale in un’area tradizionalmente vicina alla Lega, nonostante Futuro Nazionale non presenti una lista autonoma.
Per i Comuni che andranno al ballottaggio, la prossima tornata è prevista per il 7 e 8 giugno. Rimane poi il nodo dei candidati, per il 61% uomini secondo il Centro studi enti locali. Le donne, insomma, sono ancora poche.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
