lunedì 25 Maggio 2026
De Luca sulla famiglia nel bosco: “Sciagurati, darei ai genitori tre anni di carcere” ph. Ansa

De Luca stravince di nuovo a Salerno e diventa sindaco per la quinta volta

L'ex presidente della Regione Campania espugna di nuovo il comune tra promesse enormi e il silenzio dei vertici nazionali, mentre da Roma arriva la promozione del suo partito

Da Alessio Matta
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Vincenzo De Luca stravince a Salerno e si riprende la città, trasformando le elezioni comunali in un successo personale. I dati delle urne proiettano l’ex governatore verso un trionfo netto, con una percentuale che oscilla tra il 56% e il 60% dei voti. Staccatissimi tutti gli altri rivali, con Marenghi per il centrodestra e Lanocita per il Campo Largo fermi entrambi in una forbice tra il 14% e il 18%.

A commentare il risultato da Roma è Stefano Bonaccini, presidente del Partito Democratico, che promuove l’operato del vincitore ricordando il passato comune: «Io l’ho avuto come collega per tanti anni. De Luca è bravo e stimato. E’ un grande amministratore». Di fronte alle critiche sulla gestione del potere e sui toni accesi del leader salernitano, Bonaccini difende la scelta degli elettori: «Ha modi che conosciamo, ma nel momento in cui ti votano i cittadini della tua comunità o sbagliano tutti a votare o percepiscono che sei un grande amministratore».

La realtà locale racconta però una campagna elettorale tesa, nata dalle dimissioni anticipate del sindaco uscente Enzo Napoli. Un piano studiato per permettere il ritorno in campo del capo politico dopo la fine del suo mandato in Regione. Lo scontro nei seggi ha assunto i tratti di un referendum pro o contro un sistema che dura da oltre trent’anni.

Per ottenere questo quinto mandato, De Luca ha rispolverato il suo repertorio fatto di grandi promesse. La città è stata paragonata a una Montecarlo del Sud, con annunci di cantieri continui e di eventi internazionali, come quando voleva portare a Salerno l’America’s Cup o gli Europei di calcio. Una strategia forte, condita da una battuta in televisione in cui si è persino paragonato a Churchill e De Gaulle, definendosi l’unica vera destra europea in Italia.

Dietro il successo si nasconde però una profonda spaccatura con Roma. Elly Schlein ha girato i comuni al voto arrivando fino alla vicina Avellino, ma ha evitato con cura Salerno. Tra la segretaria e il leader esiste una tregua: via libera totale sul territorio in cambio di una futura candidatura sicura per il figlio, Piero De Luca. Lo dimostra anche il fatto che il simbolo del Pd è rimasto ancora una volta fuori dalle schede.

La frammentazione degli avversari ha fatto il resto. L’opposizione si è presentata divisa con ben otto candidati e ventuno liste totali. Il centrodestra ha trovato un accordo all’ultimo minuto su Marenghi, mentre i Cinque Stelle e la sinistra si sono affidati a Lanocita. Una parte dei democratici contrari a De Luca ha invece appoggiato l’ingegnere Zambrano. Questa galassia di rivali non è riuscita a scalfire il blocco deluchiano, che porta a casa l’ennesima vittoria.

Leggi anche: Urne aperte fino alle 15: nei Comuni l’affluenza alle 23 si ferma al 46,31%

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