domenica 7 Giugno 2026
Giorgia Meloni a Milano per il si

Meloni diserta il vertice Ue-Balcani: era alla cerimonia di un francobollo

La premier annulla all'ultimo la sua partecipazione al summit per l'allargamento dell'Unione europea. De Luca (Pd): "Disguido di agenda ed incidente diplomatico o precisa scelta politica?"

Da Laura Laurenzi
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Perché Giorgia Meloni ha disertato il vertice Ue-Balcani del 4 e 5 giugno a Tivat, in Montenegro? La risposta ufficiale è legata a un ritardo nell’agenda del Presidente del Consiglio, impegnata oggi a presenziare alla cerimonia celebrativa del 212esimo annuale di fondazione dell’Arma dei Carabinieri a Reggio Calabria. Una giustificazione che però omette la decisione del capo di governo di proseguire la sua visita in Calabria con un fuoriprogramma, ovvero la presentazione di un francobollo commemorativo dell’Arma in Prefettura. Così, intorno alle 14, l’aereo di Stato con Meloni a bordo si è diretto a Roma e non in Montenegro, dove i leader europei si erano riuniti per discutere del futuro allargamento dell’Unione europea con sei Paesi dei Balcani e potenzialmente l’Ucraina.

Le discussioni sull’adesione di Kiev nell’Ue

Attesa per le 15 nella città sulle Bocche di Cattaro, la Presidente del Consiglio alle 13:49 ha confermato di non riuscire ad essere presente. Meloni ha chiamato personalmente gli organizzatori dell’evento – il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e il leader del Montenegro, Jakov Milatovic – per chiarire i motivi della sua assenza. Eppure, questo imprevisto ha riportato alla mente dei partecipanti al vertice quanto accaduto nei giorni scorsi. La scorsa settimana la Commissione Ue ha ipotizzato un percorso accelerato per l’adesione di Kiev all’Ue. Una mossa che ha spinto la Lega a mostrare immediatamente la sua contrarietà e FdI e FI a ribadire che ogni processo deve essere adeguatamente valutato, anche nel caso dell’Ucraina. Una posizione che ha allontanato idealmente la Presidente del Consiglio dal sostegno sempre garantito al Paese invaso dalla Russia.

Partecipare a un vertice sull’allargamento dell’Ue avrebbe significato anche affrontare questo argomento e dover chiarire che l’adesione all’Europa deve essere garantita prima ai Paesi che ormai da decenni sono al lavoro per rispettare gli obblighi necessari all’accesso. In primis il Montenegro che ospita l’evento e poi l’Albania, il cui presidente Edi Rama è un forte alleato di Meloni. Posizioni che comunque Meloni non ha esitato a prendere dall’Italia. A rendere la situazione più spigolosa è stata l’iniziativa del presidente francese, Emmanuel Macron, del primo ministro britannico, Keir Starmer, e del cancelliere tedesco, Friedrich Merz, che hanno dato vita a un’iniziativa che consenta l’ingresso rapido di Kiev nell’Ue e per organizzare un incontro tra il leader ucraino, Volodymyr Zelensky, e il presidente russo, Vladimir Putin.

De Luca (Pd): “Disguido o precisa scelta politica?”

Un’organizzazione che ha escluso l’Italia, che per ora resta su una posizione ben diversa: “Senza gli Usa non si può chiudere con un buon esito alcun risultato”. A Tivat, quindi, Meloni avrebbe dovuto incontrare i capi di Stato di Parigi e Berlino, nella consapevolezza di essere stata esclusa dalle loro discussioni. “Ci chiediamo: disguido di agenda ed incidente diplomatico o precisa scelta politica?”, si chiede il capogruppo del Pd in Commissione Affari europei alla Camera, Piero De Luca. “Questa è la destra sovranista: tanta propaganda, poca presenza dove si contano davvero gli interessi nazionali”, ha continuato Angelo Bonelli di Avs.

Una serie di critiche che ricordane quanto avvenuto nel maggio 2025 in Albania, quando Meloni era stata criticata per l’assenza alla riunione della coalizione dei Volenterosi che si era tenuta a margine del vertice della Comunità politica europea. Pochi mesi più tardi, nel novembre 2025, aveva evitato di incontrare Zelensky nel corso del suo tour europeo alla ricerca di sostegni economici e militari. In quell’occasione, con le elezioni regionali in Veneto, Puglia e Campania, nuovi accordi a favore dell’Ucraina avrebbero potuto rappresentare un rischio per la coalizione guidata da FdI.

Leggi anche: Perché il governo sta discutendo sui fondi europei per la difesa

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