domenica 7 Giugno 2026

Il fattore Vannacci spaventa la maggioranza: FN sale al 5% e strappa altri quattro parlamentari

Futuro Nazionale cresce nei sondaggi e alimenta le tensioni del centrodestra. La maggioranza si interroga sul futuro dell'alleanza in vista delle elezioni, spaccata tra chi vorrebbe annettere l'ex generale e chi teme un boom di consensi del partito a svantaggio del resto della coalizione

Da Laura Laurenzi
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Futuro Nazionale, il neo partito di Roberto Vannacci, continua a fare incetta di parlamentari dei partiti della coalizione di maggioranza. Nella conferenza stampa a Viareggio, l’ex generale ha annunciato con orgoglio l’adesione al suo partito dei forzisti Davide Bergamini e Attilio Pierro e dei leghisti Gianangelo Bof e Domenico Furgiuele. Nomi che si aggiungeranno a quelli di Emanuele Pozzolo, Edoardo Ziello, Laura Ravetto e Rossano Sasso.

Un’operazione che certifica la crescita del neo partito, che secondo l’ultima rilevazione Youtrend per Agi si attesta intorno al 5% con un +0,7% a fronte del -0,8% del resto della maggioranza. In più il partito conta già oltre 90mila iscritti. Si tratta di dati che non possono più essere ignorati. I numeri di FN crescono tanto da costringere il centrodestra a una riflessione: annettere o non annettere il partito all’interno della coalizione in vista delle prossime elezioni?

I timori su Vannacci nel centrodestra

Il 13 e 14 giugno Vannacci ha fissato l’assemblea nazionale del partito a Roma, ma sembra che gli esponenti della maggioranza siano pronti a disertarla. Un segno dei timori nei confronti dell’ex parà della Folgore, su cui il centrodestra non ha ancora preso una decisione. Solo qualche settimana fa era stata Arianna Meloni, sorella del Presidente del Consiglio e responsabile dell’organizzazione di FdI, a lasciare la porta socchiusa a Vannacci: “Chi vuole far parte della coalizione deve sposarne lo spirito, i principi e i programmi”.

In sostanza, se Vannacci dovesse abbandonare la posizione contraria al sostegno all’Ucraina, allineandosi al programma del centrodestra, la maggioranza sarebbe pronta ad accoglierlo. Si spiega così anche l’assenza di attacchi da parte del leader della Lega, Matteo Salvini, che più di tutti potrebbe subire le conseguenze dei travasi di consensi verso Futuro Nazionale. Il centrodestra non può del tutto escludere l’ex generale, perché le sue percentuali potrebbero essere fondamentali per la vittoria.

Il nodo FN si intreccia alla legge elettorale

Vannacci, intanto, non si espone. Fonti a lui vicine sostengono che il leader di FN non sia intenzionato ad avvicinarsi alla maggioranza, perché convinto che saranno loro a dovergli chiedere di entrare in coalizione. Una considerazione che si intreccia con il dossier della nuova legge elettorale: senza premio di maggioranza si rischia il pareggio. Risultato possibile anche con l’attuale Rosatellum, per cui la maggioranza sembra sempre più convinta che ogni singola percentuale sia cruciale per la vittoria. A dimostrarlo sono anche i risultati delle ultime Comunali, i cui ballottaggi si terranno il 7 e 8 giugno.

Eppure, una frangia più moderata del centrodestra continua a mettere in guardia sulle possibili conseguenze di un’alleanza con Vannacci. Il rischio è che all’interno del centrodestra Vannacci guadagni ancora più consensi, arrivando anche a toccare il 10%. Un’ipotesi che non si può escludere se si considerano i risultati ottenuti alle Europee, quando a sostenerlo c’era la Lega. Quindi FN rischia di indebolire l’attuale maggioranza, sia che ne diventi un alleato sia che resti un esterno. Meloni dovrà quindi scegliere il male minore.

Leggi anche: Il piano dell’opposizione contro la legge elettorale: usare gli emendamenti per spaccare il centrodestra

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