Tensioni, proteste e manifestazioni bloccano Città del Messico, a poche ore dall’avvio della cerimonia di apertura dei Mondiali 2026. L’analista politico del Centro Messicano di Ricerca e Formazione economica Carlos Pérez Ricart ha spiegato che la presidente Claudia Sheinbaum sta cercando di “proiettare al mondo un’immagine che non corrisponde esattamente alla realtà”. Secondo i residenti, le istituzioni hanno scelto di investire sulla competizione, mettendo in secondo piano le reali e urgenti esigenze dei cittadini.
L’organizzazione dei Mondiali, infatti, non è certo costata poco al governo messicano. Tra la richiesta di partecipazione di star internazionali e il dispiegamento di una quantità innumerevole di unità di sicurezza – si parla di oltre 100 mila agenti di polizia, soldati, marinai e membri della Guardia nazionale –, volto non solo alla protezione delle squadre e dei tifosi, ma anche alla limitazione delle tensioni che stanno dominando le strade nelle ultime settimane.
Al contempo, secondo le stime della Federazione calcistica messicana, l’evento produrrà un guadagno di circa 3 miliardi di dollari. Ciò non toglie che la presidente Sheinbaum dovrà superare diverse criticità. I manifestanti contestano apertamente le ingenti spese governative stanziate per il turismo, percepite come un insulto ai problemi quotidiani della popolazione.
A dare voce al dissenso sono stati prima gli insegnanti del sindacato nazionale, che con i loro blocchi stradali hanno messo a rischio gli eventi della serata inaugurale a Città del Messico, e poi la marcia silenziosa di oltre mille parenti delle persone scomparse, scesi in piazza con candele e fotografie per denunciare le tragedie conseguenti alla diffusione della criminalità organizzata.
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