giovedì 16 Luglio 2026
Matteo Salvini. ANSA_Daniel Dal Zennaro

Salvini punta a candidarsi a sindaco di Milano. Ma FI frena

L'idea, lanciata da Alessandro Morelli, non trova sponde nella maggioranza. Ignazio La Russa spinge per Maurizio Lupi, ma c'è anche l'ipotesi Cottarelli

Di Redazione
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La possibile candidatura di Matteo Salvini a sindaco di apre l’ennesimo fronte interno al centrodestra. Nel weekend la organizza i gazebo per scegliere il nome da proporre alle comunali, e inizia a farsi largo l’ipotesi di puntare sul segretario in cerca di rilancio. L’idea è stata però immediatamente stoppata da Forza Italia. Dubbi anche in Fdi.

Morelli lancia Salvini

A mettere nero su bianco l’ipotesi è stato Alessandro Morelli, sottosegretario alla del Consiglio e fedelissimo del leghista. «Sabato e domenica la Lega ha organizzato le primarie per le Comunali di Milano, con i gazebo in piazza. Invitiamo tutti a votare Matteo Salvini», ha dichiarato.
Nei gazebo non ci sarà una griglia di nomi predefinita. I militanti potranno indicare liberamente il candidato sindaco e segnalare i principali problemi della città.
«Sabato e domenica saremo in tante piazze per consentire ai milanesi di dire la loro. Credo che se partecipassero tutti gli alleati, sarebbe un’ottima cosa», ha detto Salvini. L’obiettivo, ha aggiunto, è non perdere tempo: bisogna essere «coscienti che si può vincere» ma «non si deve aspettare troppo».

Fontana e Iezzi si schierano

A favore di Salvini sono arrivate le dichiarazioni di Attilio Fontana e Igor Iezzi. Il governatore lombardo, pur vicino all’idea di una Lega più autonoma al Nord, si aspetta una buona mobilitazione: «Quando chiamano, la nostra gente si muove». E sul possibile vincitore non ha dubbi: «Se ci sarà la possibilità di votare Salvini… sicuramente Salvini».
Ancora più esplicito Iezzi, uomo forte del Carroccio in commissione Affari costituzionali: «Io, da buon militante, sceglierò come sindaco Matteo Salvini, sapendo che sarebbe la migliore».
Per Salvini, dunque, anche le primarie milanesi diventano un appuntamento clou per il rilancio. Dopo il tentativo, per il momento vano, di scalzare dal Viminale, la candidatura a sindaco avrebbe l’obiettivo di rafforzare la sua posizione interna al partito e dare una spinta nei sondaggi nazionali.

Forza Italia gela Salvini

La prima doccia fredda è arrivata dagli alleati. Alessandro Sorte, coordinatore lombardo di Forza Italia, ha definito legittima la , ma ha chiarito che gli azzurri guardano altrove: «Se dai gazebo della Lega uscisse il nome di Salvini, vuol dire che lui sarà il candidato sindaco della Lega». Poi è stato ancora più esplicito: «Forza Italia ha altre idee rispetto a Salvini candidato sindaco. Noi restiamo per un nome civico. E anche noi abbiamo nomi importanti. Quando verrà convocato il tavolo del centrodestra ci confronteremo».
Dentro Forza Italia circola da tempo l’idea di una candidatura civica. Il nome più evocato è quello di Carlo , che potrebbe diventare il perno di un’operazione centrista capace di coinvolgere anche .

Nessuna sponda fuori dalla Lega

Alessandro Sorte, del resto, negli ultimi mesi è stato tra gli artefici del cosiddetto «modello Vigevano»: Forza Italia corre con un candidato diverso dal resto del centrodestra, ribalta i rapporti di forza al primo turno e poi vince. Replicare quello schema a Milano significherebbe però rompere l’unità della coalizione nella città più importante dopo .
C’è anche un altro nome sul tavolo: Maurizio Lupi, sostenuto dai centristi e sponsorizzato da Ignazio La Russa. La candidatura di Salvini, dunque, oltre al gelo di Forza Italia rischia di non trovare sponda neppure negli altri partiti di governo.
Morelli ha comunque invitato gli alleati a non chiudere subito la partita: «Dire no a prescindere è sempre sbagliato. Al tavolo Salvini porterà il nome scelto dal popolo leghista. Siamo contenti che su Milano ci sia dibattito, ma bisogna partire dal presupposto che l’avversario è la sinistra».

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