Il dibattito nel centrosinistra sulla patrimoniale non si ferma. Il presidente del M5S, Giuseppe Conte, resta scettico ma apre a una possibile tassazione dei patrimoni a livello europeo. In questo modo si eviterebbe la fuga dei capitali e si risponderebbe anche alle richieste della base del partito, emerse nei report di Nova.
Il capo delegazione del M5S a Bruxelles, Pasquale Tridico, ha già chiarito che “un eventuale intervento sugli ultra ricchi andrebbe studiato a livello Ue“. Una posizione che si allineerebbe anche a quella di Elly Schlein, che si è detta convinta dell’efficacia di un intervento a livello europeo.
Il problema di questa soluzione sono le tempistiche. Una raccomandazione europea potrebbe arrivare tra diversi mesi, se non anni, mentre Avs ritiene che quello della patrimoniale sia un segnale da dare immediatamente agli italiani. I leader del futuro campo progressista hanno promesso sul palco della Fiom di non separarsi e cedere sotto il peso delle posizioni differenti, per cui sul tema della patrimoniale continua il confronto.
La posizione del M5S
A far riflettere Conte è anche quanto emerso nel percorso di costruzione dal basso del programma di governo. Nei report di Nova la proposta di introdurre una tassa sui patrimoni milionari è emersa in 61 casi su 107, ovvero il 57% del totale. “La base va sempre ascoltata”, ha chiarito Conte, sottolineando di essere pronto a modificare la sua posizione se fosse la volontà del partito.
La questione, però, non può essere ridotta alla semplice domanda “patrimoniale sì o patrimoniale no?”, ma c’è la necessità di interrogarsi sui contenuti. La riflessione dovrebbe virare sulle modalità con cui proporre questa tassazione. In ogni caso, serve comunque attendere di capire se questo tema troverà spazio anche tra le “raccomandazioni” dei 300 deliberatori di Nova. Nel caso in cui la proposta dovesse essere ratificata dall’assemblea degli iscritti, allora si potrà riflettere sulla questione.
Conte: “Sarebbe meglio il salario giusto“
Al momento c’è ancora da capire quale sia la soglia da cui far partire questa tassa. Nel caso in cui si prendessero in considerazione coloro che hanno più di 100 milioni di euro, il cerchio si stringerebbe intorno a 2.500 persone. Inoltre, questo nuovo gettito non risolverebbe i problemi cronici della finanza pubblica italiana, ma darebbe solo breve respiro alle casse dello Stato. Secondo Conte, dunque, al momento sarebbe più utile concentrarsi sulla creazione di salari giusti che possano aiutare la popolazione e non solo le casse dello Stato.
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