L’Ucraina continua a colpire in profondità il territorio russo. Oltre all’attacco con droni alla stazione di pompaggio petrolifero di Vtorovo, che rifornisce l’area di Mosca, Kiev rivendica anche un raid con missili FP-5 Flamingo contro l’impianto Titan-Barrikady di Volgograd, dove la Russia produce sistemi d’artiglieria e componenti militari. Intanto Volodymyr Zelensky rilancia la pressione diplomatica e chiede nuovi passi verso la pace.
Missili sulla fabbrica di Volgograd
A confermare l’attacco all’impianto militare è stato lo stesso Zelensky, in un post su X. «Missili FP-5 Flamingo hanno colpito con successo la notte scorsa l’impianto Titan-Barrikady a Volgograd», ha scritto il presidente ucraino.
Secondo Zelensky, si tratta di «un importante complesso industriale» usato dalla Russia per produrre «sistemi di artiglieria e attrezzature militari specializzate», compresi componenti per sistemi di lancio missilistico impiegati negli attacchi contro l’Ucraina. Dopo l’impatto, ha aggiunto, nell’impianto è scoppiato un incendio. «Ringrazio i soldati delle nostre Forze di Difesa per la loro precisione», ha concluso.
Colpito l’oleodotto che rifornisce Mosca
Nelle stesse ore, droni del Servizio di sicurezza ucraino hanno attaccato la stazione di pompaggio petrolifero di Vtorovo, nella regione russa di Vladimir. L’impianto appartiene alla società Transneft-Verkhnyaya Volga ed è considerato un nodo logistico importante per il trasporto di prodotti petroliferi leggeri.
Da Vtorovo transiterebbe il gasolio destinato all’anello degli oleodotti di Mosca e ai principali depositi della capitale russa. La struttura servirebbe anche le esportazioni verso i porti del Mar Baltico.
Zelensky: «La fine della guerra è possibile»
«La Russia deve uscire dall’Ucraina con la sua guerra, non vogliamo alcuna guerra», ha detto in un videomessaggio il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ricordando anche che Kiev ha presentato proposte ai partner principali e che anche «gli amici di Putin» hanno ricevuto il messaggio: un incontro è possibile e la fine della guerra è possibile.
Il punto, secondo Zelensky, è che ora deve essere Mosca a compiere un passo reale. «La Russia deve ora compiere quel passo verso la pace», ha aggiunto. Ma il presidente ucraino vuole arrivare all’eventuale incontro in una posizione di forza: «Tutto ciò che rafforza l’Ucraina contribuisce ad avvicinare la pace».
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