giovedì 16 Luglio 2026
Zaia e Salvini

«La Lega fa muro sulle preferenze per azzoppare Zaia»

Per Patto per il Nord, il segretario del Carroccio vuole evitare il confronto diretto con il governatore del Veneto: «Nella Lega non esiste democrazia interna, Salvini vuole far eleggere il suo cerchio magico»

Di Redazione
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La nuova legge elettorale continua a dividere il centrodestra. Il nodo più delicato resta quello delle preferenze: Fratelli d’ e Noi Moderati sono favorevoli a reintrodurle, mentre Lega e Forza Italia frenano.
Una che rischia di complicare il percorso della riforma e che potrebbe riaprire anche la partita interna al Carroccio, dove cresce il sospetto che Matteo Salvini voglia evitare un confronto diretto con Luca Zaia.

Iezzi avverte: «Se insistono, riforma a rischio»

Più volte FdI, per bocca del suo responsabile organizzativo Giovanni Donzelli, ha ribadito l’intenzione di presentare in Aula un emendamento volto a superare le liste bloccate e reintrodurre le preferenze, emendamento che avrebbe il sostegno di Noi Moderati ma al quale la Lega e Forza Italia hanno ribadito la loro contrarietà.
In Aula, oltretutto, il segreto potrebbe trasformare il passaggio in una trappola: se le preferenze venissero bocciate, Meloni incasserebbe una sconfitta; se invece passassero, il centrodestra si spaccherebbe.
, deputato della Lega e relatore di del testo, ha rivolto agli alleati un messaggio cristallino: se Fratelli d’Italia insisterà sulle preferenze, l’intera riforma potrebbe finire a rischio.

Patto per il attacca Salvini

Sulla vicenda, e sulle parole di Iezzi, è intervenuto anche Patto per il Nord, che interpreta il no alle preferenze come una mossa interna contro Zaia. «Il salviniano di ferro e relatore di maggioranza della nuova legge elettorale, Igor Iezzi, ammette candidamente che la “Salvini Premier” non vuole le preferenze, cioè non vuole che i cittadini possano scegliersi da chi farsi rappresentare. È una non-notizia», si legge nella nota. «Aprire alle preferenze vorrebbe dire confrontarsi nelle urne con Zaia ed è l’ultima cosa che Salvini vuole: boccia le preferenze per azzoppare l’ascesa interna del suo competitor».

«Nella Lega di Salvini non esiste democrazia interna»

«Vannacci ha portato via a Salvini già la metà dei voti e quindi Salvini non può permettersi di dare a Zaia un ruolo nel partito perché altrimenti gli porterebbe via pure l’altra metà», prosegue la nota di Patto per il Nord. «Salvini si è blindato con uno Statuto della Lega a sua immagine e somiglianza, è proprietario del logo e del nome, e vuole essere lui a scegliersi, nel suo cerchio magico, i pochi parlamentari che avrà nella prossima legislatura. Ha bloccato tutto, compreso le liste elettorali, nel partito non c’è margine per cambiamenti, non esiste la democrazia interna: chi non è d’accordo o è stato espulso o è stato costretto ad andarsene o è stato emarginato» e di voler scegliere direttamente «i pochi parlamentari che avrà nella prossima legislatura».

Gli altri in discussione

La riforma non si ferma però al duello sulle preferenze. Tra le correzioni in discussione ci sono anche interventi sul voto degli italiani all’estero, sul voto dei fuori sede e sull’eventuale ricorso a strumenti elettronici.
Il tema più contestato è quello della circoscrizione Estero. In questo caso la spaccatura non è però interna alla maggioranza: il Pd, per bocca di Toni Ricciardi, vicepresidente del gruppo dem, accusa la maggioranza di voler ridefinire gli equilibri , limitando il voto dei cittadini residenti al di fuori dei confini nazionali: «Siamo disponibili a proseguire sulla messa in sicurezza del voto degli italiani all’estero, su cui concordiamo. Ma se vorrete fare dei blitz, ci troverete sulle barricate con la contrarietà massima».

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