mercoledì 15 Luglio 2026
Caccia, legge sparatutto

Il ddl caccia prevede sconti sulle multe per i bracconieri

Le sanzioni pecuniare previste dalla «legge Sparatutto» non limiteranno l’attività venatoria. L’unico inasprimento riguarda l’abbattimento degli orsi d’Abruzzo

Di Redazione
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Il , che porta la prima firma del senatore FdI Lucio Malan e passerà martedì 7 luglio al vaglio di , è un pot-pourri di sconti sulle pene inflitte ai cacciatori che commettono delle irregolarità. La è lunga. La per l’abbattimento degli uccelli protetti – come aquile, fenicotteri e ibis eremiti – passa da 4.410 a 4.000 euro, mentre quella per i mufloni sardi, stambecchi e orsi passa da 13.231 euro a 13.000. C’è poi la per l’ della fauna stanziale alpina, ridotta da 6.615 a 6.000 euro. Così come la cifra stabilita dalla legge del 1992, che il testo di fatto vuole modificare, in merito all’utilizzo dei richiami elettronici e dei fucili non consentiti: da 3.307 a 2.000 euro.

Non solo, inizialmente il testo prevedeva «l’arresto fino a sei mesi e l’ammenda da euro 464 a euro 1.549 per chi esercita la caccia nei parchi nazionali, nei parchi naturali regionali, nelle riserve naturali e nelle oasi di protezione». Modificato poi con «l’arresto fino a sei mesi o ammenda da euro 900 a euro 3.000». Ergo: non più la combo di carcerazione e sanzione pecuniaria, bensì o l’una o l’altra.

Appare evidente quindi che la «legge », così ribattezzata dall’opposizione e dalle associazioni animaliste, abbia come obiettivo quello di alleggerire le pene per l’ irregolare e non inasprirle. A eccezione della multa per l’abbattimento dell’orso d’Abruzzo, da 10 mila a 20 mila euro, non c’è nulla che spinga i cacciatori e i bracconieri a limitare l’attività di caccia. Per questo è ancora più avvilente la sentenza, diffusa dal WWF, riguardante Giovanni Esposito, in appello per aver ucciso ben «50 esemplari di avifauna» e dunque costretto, per modo di dire, a pagare una sanzione di 200 euro. Quattro euro per ogni uccello ammazzato.

Esposito non è un cacciatore qualunque, ma un recidivo, tanto da essere soprannominato «Freccianera l’imprendibile». Non possedeva una licenza per la caccia e utilizzava un fucile con il silenziatore, vietato per legge. Inoltre conservava in casa munizioni illegali. Nel frigorifero, gli uccelli uccisi. Una serie di illeciti che gli sono valsi qualche centinaio di euro di multa e giusto nove mesi di carcere. Il triste verdetto che si aggiunge a un altro caso, che non lo riguarda: l’uccisione dell’orsa Amarena, il cui processo viene rinviato da anni.

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