domenica 30 Agosto 2026
Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Antonio Tajani ph Ansa

Governo allo sbando. Bocciato al voto segreto il testo di FdI sulle preferenze

Non passa l'emendamento che porta la prima firma del capogruppo di FdI alla Camera Bignami. L'opposizione chiede che la premier «salga al Colle»

Di Maria Vittoria Ciocci
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L’emendamento 1.077 sulle preferenze e i «listini bloccati», che porta la prima firma del capogruppo di FdI a Montecitorio Galeazzo Bignami, non passa. Alla Camera 188 deputati votato no, 187 . Lo scarto è di appena un voto. Considerando i presenti alla votazione (366) e i votanti (363), i franchi tiratori devono essere stati circa quaranta. Dai banchi dell’opposizione si sollevano Pd, Avs e M5S. La prima a intervenire è la segretaria dem Elly Schlein: «Questo è un voto contro l’arroganza: prendete atto del fallimento e andate a casa». La segue il leader pentastellato Giuseppe Conte, che sottolinea: «Ci avete messo la faccia, sfiduciando la vostra presidente del Consiglio. Ora vi rimane un’unica cosa: aprire una crisi di governo e andare a casa perché tocca a noi». Mentre il portavoce di Avs Angelo invita Giorgia a «salire al ».

Proprio in mattinata la presidente del Consiglio aveva criticato il campo largo per la scelta di proporre il voto segreto: «Credo sia doverosa un’ di verità, per capire se i partiti di opposizione, che da tempo invocano la possibilità per i cittadini di scegliere i propri parlamentari, lo facciano per convinzione». E aveva aggiunto: «C’è solo un modo per scoprirlo. Che l’emendamento venga votato a scrutinio palese e non con voto segreto». La leader di sperava, in questo modo, di blindare le preferenze, confidando sull’unità apparente del centrodestra. Dietro la segretezza delle urne, infatti, può succedere di tutto. E così è stato.

Forza Italia e Lega, le più scettiche, avevano dato il loro benestare all’emendamento in mattinata. Il leader del Carroccio Matteo Salvini aveva assicurato: «Il partito darà indicazione al proprio gruppo alla Camera di esprimere un voto favorevole all’emendamento in oggetto». Lo stesso aveva il Antonio Tajani, che aveva affermato: «Lungi da noi l’idea di voler dividere il centrodestra. Io sono sempre stato eletto con le preferenze». Ma qualcuno, tra i deputati, evidentemente non ha superato i dubbi inizialmente espressi.

La Camera ha dato il via libera al voto segreto su un centinaio di emendamenti dei duecento totali. Stesso discorso vale per gli articoli 1, 2 e 3. Ora però il fronte progressista ha la prova di poter contare sui franchi tiratori all’interno della maggioranza, per cui ha chiesto formalmente al presidente della Camera di votare integralmente il testo del Melonellum con voto segreto. La richiesta è stata avanzata dai a Montecitorio Chiara Braga (Pd), Riccardo Ricciardi (M5S) e Luana Zanella (Avs). Il Governo Meloni rischia così l’ennesima debacle.

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