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giovedì 23 Aprile, 2026
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Beirut

A Washington iniziano i colloqui tra Israele e Libano

Mediazione Usa per sventare l'escalation: si cerca l'intesa sul cessate il fuoco, ma per adesso la tregua resta instabile

Da Alessio Matta
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È atteso oggi a Washington dalle 22 italiane, al Dipartimento di Stato, il secondo round di colloqui tra Israele e Libano dopo quello del 14 aprile. L’incontro arriva in un clima carico di tensione, con una tregua fragile che scade domenica e con accuse pesanti da parte di Beirut per la morte della giornalista Amal Khalil, rimasta uccisa durante un bombardamento dell’esercito israeliano.

Secondo fonti del Dipartimento di Stato riferite alla Cnn, alla riunione parteciperanno figure di primo piano della diplomazia americana. Tra queste l’ambasciatore degli Stati Uniti in Israele Mike Huckabee, il segretario di Stato Marco Rubio, l’ambasciatore in Libano Michel Issa e il consigliere Michael Needham. Israele e Libano saranno rappresentati dai rispettivi ambasciatori negli Stati Uniti, Yechiel Leiter e Nada Hamadeh Moawad.

Il nodo centrale resta il cessate il fuoco di dieci giorni entrato in vigore dopo oltre sei settimane di scontri tra Israele e Hezbollah, iniziati il 2 marzo. Il Libano punta a ottenere una proroga di un mese, nel tentativo di evitare una nuova escalation militare. Il presidente libanese Joseph Aoun ha confermato che sono in corso contatti per allungare la durata della tregua.

Dal lato israeliano, il ministro degli Esteri Gideon Saar ha ridotto la distanza politica con Beirut, sostenendo che non esistono grandi divergenze tra i due Paesi. Il problema, ha detto, resta Hezbollah. Dal movimento sciita arriva però un segnale di apertura: un suo parlamentare ha lasciato intendere la possibilità di accettare colloqui con mediazione statunitense. Sul tavolo pesa anche un fattore esterno. Fonti governative libanesi ritengono che il futuro della tregua dipenda dai negoziati tra Stati Uniti e Iran, storico alleato di Hezbollah. Per questo non si esclude un terzo incontro preparatorio prima di un confronto diretto tra Israele e Libano. La diplomazia si muove, ma la pace resta lontana.

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