giovedì 28 Maggio 2026

Acqua in bottiglia verso rincari fino al 20%: “È il primo segnale di una nuova ondata inflattiva”

L’allarme di CODICI Lombardia: aumentano i costi di produzione e trasporto, rischio nuovi stangate anche su alimentari e prodotti per la casa

Da Alessio Matta
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Con l’arrivo del caldo cresce la domanda di acqua minerale, ma questa estate potrebbe portare con sé anche una brutta sorpresa per i consumatori. Secondo le stime circolate negli ultimi giorni, il prezzo delle bottiglie da 1,5 litri rischia di aumentare fino a 5 o 6 centesimi, con un impatto pesante sulle spese delle famiglie italiane. Su scala nazionale si parla di centinaia di milioni di euro in più ogni anno.

A lanciare l’allarme è CODICI Lombardia, che vede nell’acqua confezionata il primo campanello di una nuova fase di rincari destinata a coinvolgere molti altri prodotti presenti nei supermercati.

I costi della filiera spingono i prezzi

Secondo Davide Zanon, segretario regionale di CODICI Lombardia, il settore delle acque minerali è tra i più esposti alle oscillazioni dei costi energetici e delle materie prime.

“L’acqua minerale è tra i primi prodotti a registrare rincari quando aumentano plastica, carburanti e trasporti. Non si tratta di una spesa accessoria, ma di un bene acquistato quotidianamente da milioni di famiglie”. Dietro una semplice bottiglia, infatti, si nasconde una filiera lunga e delicata. A pesare sono soprattutto gli aumenti del PET, il materiale plastico usato per le bottiglie, ma anche dei tappi, delle etichette, degli imballaggi e dell’energia necessaria per l’imbottigliamento. A questi si aggiungono i costi della logistica su gomma, legati all’andamento del petrolio e alle tensioni sui mercati internazionali.

Secondo alcune proiezioni, se tutti questi rincari venissero scaricati sui consumatori, il prezzo finale dell’acqua in bottiglia potrebbe salire fino al 20%.

Non solo acqua: rischio aumenti su tutto il carrello

Per l’associazione dei consumatori il problema non riguarda soltanto le acque minerali. Il timore è che gli aumenti possano presto estendersi anche ad altri beni di largo consumo.

“Il consumatore vede il prezzo sullo scaffale, ma dietro una bottiglia c’è una catena produttiva lunga e fragile. Se aumentano petrolio, plastica e trasporti, il rischio è che presto gli aumenti si estendano anche a bevande, alimentari confezionati e prodotti per la casa”. CODICI Lombardia chiede quindi controlli rapidi e un monitoraggio specifico sui prezzi dell’acqua minerale, distinguendo tra marchi, formati e canali di vendita, per capire se gli aumenti siano davvero giustificati dai costi industriali oppure se ci siano margini speculativi lungo la filiera.

Zanon punta anche l’attenzione sulle conseguenze sociali dei rincari: “Le famiglie italiane hanno già perso molto potere d’acquisto negli ultimi anni. Un nuovo aumento dei beni essenziali colpirebbe soprattutto pensionati, lavoratori dipendenti e nuclei a reddito medio-basso. Servono controlli preventivi e trasparenza prima che i rincari arrivino sugli scaffali”.

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