lunedì 25 Maggio 2026

Alle Maldive perde la vita anche un soccorritore: cosa nascondono le grotte dove sono morti i sub italiani?

Il militare maldiviano era impegnato nelle operazioni di recupero dei quattro dispersi italiani. Intanto cresce il mistero sulle immersioni a 60 metri e sulle cavità sommerse dove il gruppo è scomparso

Da Alessio Matta
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La tragedia delle Maldive si allarga ancora. Un sommozzatore delle forze armate maldiviane, impegnato nelle ricerche dei quattro sub italiani dispersi, è morto dopo un’immersione nelle grotte sottomarine dove il gruppo era scomparso giovedì scorso. Il militare era stato trasportato in condizioni critiche all’ospedale Adk, ma i medici non sono riusciti a salvarlo. La notizia è stata diffusa dai media locali e confermata anche dalle autorità maldiviane.

Il sub faceva parte della task force incaricata di recuperare i corpi nelle profondità dell’oceano. Finora è stato ritrovato soltanto il corpo del capobarca italiano, mentre gli altri quattro risultano ancora dispersi. Le operazioni sono riprese dopo giorni di maltempo e mare agitato che avevano rallentato ogni tentativo di intervento.

Le immersioni nelle caverne sommerse

Il punto centrale dell’indagine riguarda il luogo dell’incidente: una serie di grotte sottomarine situate a circa 60 metri di profondità. Una quota ben oltre i limiti previsti per le immersioni ricreative alle Maldive, fissati a 30 metri. Proprio per questo gli investigatori stanno cercando di capire cosa sia accaduto durante la discesa.

Secondo quanto emerso, il gruppo non era composto da semplici turisti in vacanza. Si trattava di sub esperti impegnati in attività di ricerca e raccolta dati. Un dettaglio confermato anche da uno dei presenti sull’imbarcazione. Restano però molti dubbi: un guasto alle bombole, una carenza di ossigeno, un errore umano oppure un problema nelle strette cavità sommerse.

Le grotte subacquee rappresentano uno degli ambienti più pericolosi per chi si immerge. Gli spazi ridotti, la visibilità quasi assente e la difficoltà nel risalire in fretta trasformano ogni inconveniente in una trappola. A profondità elevate aumenta anche il rischio di narcosi da azoto e di problemi legati alla decompressione.

La licenza dello yacht sospesa

Intanto il ministero del Turismo delle Maldive ha sospeso la licenza del “Duke of York”, lo yacht che ospitava i 25 turisti italiani coinvolti nella spedizione. La decisione, spiegano le autorità, servirà a facilitare gli accertamenti sulla tragedia.

A seguire le operazioni ci sono anche i rappresentanti diplomatici italiani. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani resta in contatto con l’ambasciata italiana a Colombo e con la console onoraria a Malé. Le famiglie delle vittime vengono assistite dalla Farnesina mentre gli otto sommozzatori maldiviani continuano a lavorare senza sosta nelle profondità dell’oceano, dentro quelle caverne che ora custodiscono ancora molti interrogativi.

Leggi anche: Riprese le ricerche dei quattro sub morti alle Maldive

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