Un bimbo di 18 mesi è deceduto all’ospedale di Catanzaro e altri quattro sono stati ricoverati con sintomi simili e forse riconducibili a un batterio. Tutti e cinque i piccoli frequentano lo stesso asilo nido a Tropea, temporaneamente chiuso per le operazioni di sanificazione. La vittima era stata inizialmente ricoverata in una struttura sanitaria di Vibo Valentia, ma vista la gravità delle sue condizioni era stata trasferita.
Al suo arrivo a Catanzaro, il piccolo mostrava i sintomi di una presunta setticemia. Nonostante l’impegno e l’intervento tempestivo dei sanitari, per il bambino non c’è stato nulla da fare. Tre degli altri quattro bambini ricoverati sono stati già dimessi e sono potuti tornare nelle loro case, mentre uno è ancora in ospedale. Sembrerebbe che in totale siano dieci i piccoli che frequentano lo stesso asilo e che hanno mostrato problematiche di tipo gastrointestinale di diversa gravità.
Indagini in corso sulla morte del bimbo
I genitori del bimbo deceduto hanno presentato denuncia presso i carabinieri e la Procura di Vibo Valentia ha aperto un fascicolo di indagine al momento contro ignoti per far luce su cosa possa essere accaduto. La salma del minore è stata sequestrata e sarà sottoposta ad autopsia nei prossimi giorni.
L’ipotesi di un batterio sui fasciatoi dell’asilo
La causa del decesso non è ancora nota, ma si sospetta una contaminazione da Clostridium difficile. La dirigente della scuola è stata informata prontamente dell’accaduto e ha disposto la chiusura della struttura per operare la sanificazione. Contattata dall’Ansa, ha chiarito che l’ipotesi principale è che un batterio portato dall’esterno sia entrato nella struttura. Probabilmente un bambino che nelle settimane precedenti era stato in ospedale avrebbe contratto la malattia e il batterio avrebbe contaminato i fasciatoi dove vengono cambiati i piccoli all’asilo.
“Le scuole normalmente igienizzano quotidianamente con prodotti a base di cloro, che sono quelli previsti per questo tipo di strutture. Questo batterio, invece, non si debella con prodotti a base di cloro, ma di acqua ossigenata, che normalmente si usano negli ospedali”, ha spiegato la dirigente della struttura. La struttura si sarebbe attivata autonomamente contattando il fornitore che consegna i prodotti di sanificazione quotidiana per farsi pervenire anche prodotti più specifici. Inoltre, del caso è stata informata anche l’Asp di Vibo Valentia, che sta seguendo l’evolversi della situazione.
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