Un oligarca ucraino vicino a Mosca, Vadim Ermolaev, è rimasto gravemente ferito a seguito dell’esplosione di una bomba nel Principato di Monaco. L’uomo si trovava con la compagna e un figlio 13enne quando, uscendo da un palazzo residenziale, è passato di fianco a uno zaino stracolmo di esplosivo. La deflagrazione ha danneggiato parte del palazzo e ferito gravemente l’uomo e la compagna. Il 13enne ha invece riportato ferite più lievi.
Esclusa la pista del terrorismo a Monaco
Le immagini di videosorveglianza mostrano un individuo che lascia nei pressi dell’edificio uno zaino, che è poi esploso mentre fuggiva a piedi dalla zona. Immediata l’ipotesi che l’esplosione potesse essere parte di un attentato terroristico. “Sarebbe la prima volta che un episodio simile si verifica nel Principato di Monaco”, ha dichiarato il capo del governo Christophe Mirmand.
Al momento, però, questa pista è stata esclusa. “Questo non è un attacco che può essere classificato come terrorismo”, ha dichiarato il Procuratore generale di Monaco, Stéphane Thibault. Le indagini propendono invece per un tentato omicidio. Le autorità sono impegnate in una caccia all’uomo. Si presume che il sospettato si sia diretto verso Beausoleil, in territorio francese. Per quanto riguarda l’ordigno, gli inquirenti hanno dichiarato che si trattava di una bomba contenente bulloni e pallini di piombo.
Principe Alberto: “La sicurezza della popolazione è una priorità”
“Quanto avvenuto è uno shock per tutta la comunità monegasca. Il Principato di Monaco rimarrà unito e determinato di fronte alla violenza e al crimine”, ha dichiarato il Principe Alberto, chiarendo che la sicurezza della popolazione resta la priorità delle forze dell’ordine del Paese.
Chi è l’oligarca ucraino rimasto ferito
Per ora, comunque, restano forti dubbi sulla matrice dell’attacco. Vadim Ermolaev è obiettivo di sanzioni dal dicembre 2023 per decisione del Consiglio nazionale di sicurezza ucraino, come riporta un decreto promulgato dal presidente in persona, Volodymyr Zelensky. La decisione è legata alla scelta del ricchissimo magnate di proseguire le sue attività di commercio di alcolici nella Crimea occupata dalla Russia.
Nel 2019 rinuncia alla cittadinanza ucraina, spiegando a Forbes di voler “beneficiare di una protezione internazionale, in quanto il sistema giudiziario ucraino è lungi dall’essere perfetto e l’amministrazione fiscale non è equa”. Ermolaev ha comunque continuato le sue attività imprenditoriali in Ucraina, costruendo con la sua impresa Alef un complesso immobiliare a Dnipro e inaugurando la più grande centrale termica del Paese. Al momento non è chiaro se vi siano connessioni tra le attività dell’oligarca e l’esplosione o se si tratti di un attacco che aveva il solo obiettivo di compiere una strage.
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