L’ingresso di Giuseppe Conte davanti alla platea del World Join Center di Milano segna l’atto conclusivo di Nova 2026, il percorso partecipato promosso dal Movimento 5 Stelle per definire la propria proposta politica. Forte del via libera espresso dagli iscritti sui temi chiave del documento programmatico, l’ex premier ha pronunciato un discorso di oltre un’ora orientato alla sfida diretta con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Reclamando un ruolo guida per la propria forza politica con il richiamo all’espressione «tocca a noi», Conte ha presentato una sintesi delle priorità elaborate per la futura coalizione di governo. Al centro dell’intervento figura la conferma della linea di politica estera, con la netta opposizione all’invio di nuove forniture militari a Kiev. Su questo aspetto, così come sulle altre proposte uscite dalla consultazione, il leader pentastellato ha ribadito l’intenzione di non concedere arretramenti durante i futuri negoziati di coalizione.
Il dialogo con il Partito Democratico
L’impostazione emersa a Milano rimarca le distanze con il Partito Democratico in materia di aiuti militari all’Ucraina, ma non interrompe l’interlocuzione con la segretaria dem Elly Schlein. Commentando le dichiarazioni di Conte, Schlein ha confermato la volontà di mantenere aperto il confronto interno all’alleanza: «Possiamo discutere e discuteremo come abbiamo sempre fatto, perché nessuno di noi intende fare il favore alla destra di dividerci». La leader del PD ha evidenziato l’ampia convergenza su numerosi punti programmatici e sociali contenuti nel testo approvato a Milano. A sostenere la validità del percorso deliberativo vi sono anche i dati sulla partecipazione: alle fasi consultive che hanno portato alla stesura finale del programma hanno preso parte circa 17mila persone, quasi la metà delle quali esterne al perimetro del M5S, fornendo alla dirigenza pentastellata una base d’appoggio per rivendicare il peso del Movimento al tavolo dell’opposizione.





