Dopo giorni di tensioni e dichiarazioni al vetriolo, Elly Schlein e Giuseppe Conte hanno deciso di incontrarsi lontano dai riflettori. Il faccia a faccia si è svolto nella consueta osteria a pochi passi da Campo de’ Fiori, a Roma, senza altri leader della coalizione. Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, infatti, non erano presenti e, secondo quanto filtra, non sarebbero stati nemmeno informati dell’appuntamento. L’incontro, concordato già la settimana precedente, è durato oltre un’ora ed è servito a tentare di ricucire i rapporti dopo lo scontro nato sul tema dell’Ucraina e delle future primarie del centrosinistra.
Lo scontro che ha fatto vacillare l’alleanza
Nelle ultime 48 ore il clima tra i due leader si era fatto particolarmente teso. Conte aveva rilanciato l’idea che fosse il voto delle primarie a decidere la linea della futura coalizione sulla guerra in Ucraina. Una posizione subito respinta da Schlein, che aveva ribadito come prima venga definito il programma comune e solo dopo si scelga il candidato. Proprio queste divergenze avevano fatto vacillare anche l’appuntamento a pranzo, rimasto in dubbio fino all’ultimo.
Conte: «Nessun problema personale con Schlein»
Al termine dell’incontro, Giuseppe Conte ha cercato di abbassare i toni. Parlando con i cronisti a Montecitorio ha ribadito la posizione del Movimento 5 Stelle sul conflitto. «Sull’Ucraina in questi giorni ho detto e ripetuto le stesse cose che io e il Movimento ripetiamo da quattro anni, non sono cambiate. Ma rispetto le posizioni del Partito Democratico», ha dichiarato. Quanto al rapporto con la segretaria dem, Conte ha escluso tensioni personali: «Nessun problema personale. La dialettica politica rimane, ma nel rispetto reciproco». Anche dal Nazareno è arrivato un messaggio distensivo. Fonti del Pd parlano di un «clima disteso», spiegando che durante il pranzo i due leader «hanno fatto il punto sui prossimi passi» dell’alleanza.
Il nodo delle armi continua a dividere
Nonostante il tentativo di disgelo, le distanze politiche restano. La prova è arrivata durante la lunga trattativa sulla risoluzione comune in vista delle comunicazioni del ministro dell’Economia sullo scostamento di bilancio. Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno trovato un’intesa su un testo che impegna il governo a non destinare nuove risorse alle spese militari. Al centro dello scontro resta il programma europeo Safe, il fondo destinato al rafforzamento della difesa comune: i Cinquestelle e Avs sono contrari, mentre nel Pd convivono posizioni diverse.
Le tensioni nel Pd e il futuro della coalizione
La bozza dell’accordo ha provocato la reazione dell’area riformista del Partito Democratico, che ha preso le distanze dal testo. Una presa di posizione che ha riacceso le tensioni proprio mentre Schlein cercava di ricompattare il campo progressista. Da Capalbio, Conte ha replicato con irritazione: «Ho lasciato Roma che stavamo lavorando a una bozza condivisa, ma vedo che i riformisti del Pd non sono d’accordo e non capisco perché, visto che avevamo scritto solo che lo scostamento va fatto esclusivamente per famiglie e imprese, non per le spese militari». Il pranzo tra i due leader ha contribuito a riaprire il dialogo, ma non ha risolto le profonde differenze che restano su politica estera, difesa e metodo di costruzione della coalizione. Un equilibrio ancora fragile per un centrosinistra che punta a presentarsi unito alle prossime elezioni.
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