Non è solo il Fratelli d’Italia a traballare dopo la sconfitta referendaria ma anche le fondamenta di Forza Italia. Quella che sembrava una gestione solida sotto la guida di Antonio Tajani si sta trasformando in una resa dei conti interna, dove ora il bersaglio grosso è il capogruppo al Senato, Maurizio Gasparri.
La mossa di Lotito
Proprio Gasparri, pochi giorni fa dichiarava: “Se il presidente del Consiglio ti chiede di dimetterti, lo fai” riguardo al caso Santanchè, ora potrebbe essere il prossimo a cadere. A spingere per il ribaltone è una lista guidata da Claudio Lotito, il meno timoroso in Forza Italia, che avrebbe raccolto il consenso di 15 senatori su 25 (tra cui nomi di peso come Casellati, Barachini, Craxi e Rosso). L’obiettivo è chiaro: sostituire Gasparri con Stefania Craxi, figura ritenuta più adatta alla nuova fase del partito.
“Facce nuove e impresentabili via”
Dietro questa accelerazione ci sarebbe il pressing diretto di Marina Berlusconi. La primogenita del Cavaliere chiederebbe un rinnovamento di volti, competenza e, soprattutto, capacità comunicative. La sconfitta al referendum, secondo la famiglia Berlusconi, non può rimanere senza conseguenze. Nel mirino non c’è Antonio Tajani, la cui leadership per ora sembra rimanere protetta, ma il suo strettissimo cerchio. Personaggi come lo stesso Gasparri e Paolo Barelli (capogruppo alla Camera e cognato di Tajani) sarebbero considerati da Pier Silvio e Marina come “impresentabili” dal punto di vista dell’immagine televisiva e comunicativa. L’idea è quindi una Forza Italia più fresca e meno ancorata a vecchie dinamiche di potere familiare e relazionale.
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