mercoledì 16 Settembre 2026
Legge elettorale, franchi tiratori ph Ansa

Tengo famiglia. I franchi tiratori pensano a un passo indietro sulla legge elettorale per non rischiare seggio e pensione

Il testo della riforma è stato approvato nella consapevolezza che senza maggioranza il Governo non raggiungerà il traguardo dei quattro anni e sei mesi necessario a ottenere il vitalizio da parlamentare

Di Laura Laurenzi
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I franchi tiratori nella maggioranza del Governo sono scomparsi, almeno per il momento. Dopo la dell’ sulle presentato da FdI, Udc e Noi Moderati, i deputati della Lega, di Forza e anche del partito della Presidente del Consiglio, sono tornati loro posti e hanno votato a favore della legge elettorale. D’altronde, senza una maggioranza l’esecutivo rischia di crollare prima del traguardo dei quattro anni e sei mesi di governo e diversi parlamentari non vogliono mettere a rischio il loro ruolo, né la loro pensione.

Chi sono gli attenzionati nella maggioranza

Giorgia Meloni teme comunque i franchi tiratori. Alcuni fedelissimi di FdI hanno dato inizio alla caccia con l’obiettivo di individuare chi in un eventuale futuro secondo mandato non potrà essere ricandidato tra i banchi del . Il dossier sulla ricerca di chi ha affossato l’emendamento è gestito dal capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami.

L’attenzione è rivolta sia alle donne di FdI, sdegnate dalla decisione della Presidente del Consiglio di eliminare in parte l’alternanza di genere nelle elettorali, sia ai deputati di FI più vicini alla figlia del Cavaliere, Marina Berlusconi, sia ad alcuni leghisti che volontariamente non si sarebbero presentati in Aula per il voto. Tra questi ‘è anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.

La strategia della caccia nel

La situazione, però, va gestita con attenzione. Il timore di Fratelli d’Italia è che, se i franchi tiratori fossero scoperti con metodi poco ortodossi, questi potrebbero vendicarsi già alla Camera votando contro la riforma.

Una soluzione arriva dalla leghista Simonetta Matone che, secondo il Corriere della Sera, invita Meloni a osservare con sospetto i parlamentari che prima di questa legislatura svolgevano tutt’altro lavoro ed erano di fatto “ignoti”. Questi parlamentari, infatti, sarebbero intimoriti dalle preferenze perché convinti che gli elettori alle urne non sbarrerebbero mai la casella accanto al loro nome.

FdI, invece, ha scelto un metodo alternativo. Nel corso della votazione alla Camera sulla legge elettorale, in tribuna erano presenti quattro o cinque addetti stampa di FdI che filmavano il voto dei deputati leghisti e forzisti alla ricerca di qualche franco tiratore. Una scena che ha convinto l’Associazione stampa parlamentare a segnalare l’accaduto.

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